Padova, via alla nuova era dell’atletica sotto la stella Shubenkov

Padova, via alla nuova era dell’atletica sotto la stella Shubenkov

di Redazione PadovaSport.TV

Venticinque anni: da tanto il meeting di Padova, ora alla 32a edizione, manca del Colbachini (clicca qui la presentazione dell’evento). Ci tornerà oggi, in uno stadio completamente rinnovato (otto corsie azzurre, 4500 posti a sedere) quando, dopo l’inaugurazione ufficiale, quelli di Assindustria, dalle 18.30, proporranno un cast assai prestigioso. Dopo il successo della scorsa stagione (2.00), sulla pedana dell’alto torna per esempio Mariya Lasitskene: la russa neutrale, pressoché imbattibile (49 successi nelle ultime 50 uscite), trova l’ucraina Yuliya Levchenko, Alessia Trost e Desiree Rossit. Da verificare invece le condizioni di Elena Vallortigara: il ginocchio della gamba di stacco si fa sentire. Attenzione poi, nei 100, alla ritrovata English Gardner (11”02 nell’esordio stagionale di Rovereto) e a Genzebe Dibaba nel miglio.
SENZA COLEMAN Non ci sarà invece l’annunciato Christian Coleman, venerdì a Bruxelles, con 9”79, alla miglior prestazione mondiale sui 100 degli ultimi tre anni e della settima all-time. Lo statunitense ha rinunciato all’impegno già prima della superba volata: la sua stagione è terminata in Belgio. La gara vivrà così sulla sfida tra Mike Rodgers e Arthur Cissè, col suggestivo contorno di Asafa Powell e Marcell Jacobs (ieri un 10”34 in calzamaglia a Brugnera). Tanti altri gli azzurri, quattrocentisti in testa: da Matteo Galvan e Davide Re a MariaBenedicta Chigbolu e Raphaela Lukudo.
VAI SERGEY Chi arriverà regolarmente dal Belgio (via Vienna) è Sergei Shubenkov. Il 27enne siberiano ex iridato dei 110 hs, al Van Damme, con 12”97 – nonostante una partenza imperfetta – è sceso per la quarta volta in stagione sotto i 13”00, confermandosi campione di Diamond League (una prima volta tra le barriere alte) e n. 1 di specialità: nel suo 2018 anche il 12”92 di Szekesfehervar, il 12”95 di Losanna e il 12”99 di Montreuil. «Resta il rammarico degli Europei – dice – quando Martinot-Lagarde mi ha beffato per 2/1000 (13”163 a 13”165). Ma insieme al mio coach ho subito capito il perché del passo falso. Non commetteremo più certi errori. Quest’anno abbiamo cambiato metodologia di allenamento, alternando periodi di carico a serie di gare consecutive. Ma a Berlino sono arrivato con troppo lavoro nelle gambe e una lunga assenza lunga dalle competizioni. Ho risentito di entrambe le cose e non mi sono espresso per quel che valevo. Pazienza, mi rifarò. Archiviata Bruxelles, dove prima della gara è stato determinante il riposino fatto dopo pranzo, mi attendono Padova, dove voglio far bene, Zagabria martedì e domenica, a Ostrava, la Continental Cup». (Da La Gazzetta dello Sport)

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