Una vita per il nuoto, se n’è andato Gianni Gross

Una vita per il nuoto, se n’è andato Gianni Gross

Pochi giorni dopo Bud Spencer, se ne va un altro grande del nuoto italiano: ieri alle 14 si è spento Gianni Gross, fondatore della Padova Nuoto e presidente onorario del Team Veneto. Aveva 74 anni ed era ricoverato all’hospice residenza per anziani Francescon di Portogruaro. Malato da tempo, dopo due operazioni cardiache negli ultimi tre anni dalle quali si era ripreso, era sopraggiunta una malattia che invece non gli ha dato scampo. Per sue disposizioni tassative non ci saranno commemorazioni; sarà cremato e le sue ceneri disperse. La sua vita è scivolata a suon di bracciate, prima come atleta, poi come nuotatore, infine come dirigente sportivo. Era nato a Berlino l’11 febbraio 1942, aveva scoperto e allenato Novella Calligaris ma sono stati tanti i campioni padovani e veneti cresciuti con lui: tra questi, Cinzia e Fabrizio Rampazzo, Stefano Bellon, Marco Tornatore, Elisa Pasini, Piergiorgio De Felice, Alice Carpanese, Renata Spagnolo, Marialaura Simonetto, Luca Dotto, Andrea Toniato, Alice Mizzau, Matteo Furlan. Prima di dedicarsi al nuoto insegnato è stato un atleta top: tesserato per la Rari Nantes Florentia nel 1963 è entrato in Nazionale come ranista (100 e 200 metri ); ha collezionato otto titoli italiani Assoluti, dodici primati italiani fra individuali e staffette, un argento alle Universiadi del 1963, la partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo 1964 dove entrò in finale con la staffetta mista e l’oro ai giochi del Mediterraneo del 1967. Agli stessi giochi, stabilì il primato italiano insieme a Boscaini, Fossati e Del Campo. Come allenatore ha partecipato in qualità di tecnico federale alle Olimpiadi di Los Angeles 1984, e agli Europei di Roma 1983 e Sofia 1985. Era membro della commissione tecnica della Len e general manager dei Mondiali di nuoto di Roma del 2009. Appassionato dello sport (è stato anche cintura nera 1º dan di karate), si dedicava quotidianamente a sessioni intense di ginnastica e boxe: proprio una mattina in palestra, a settembre del 2013, il malore che lo porta alla prima operazione cardiaca. Si salvò perché con lui c’era Francesco Pirillo, responsabile della palestra. Gianni lascia tre figli: Silvia, ricercatrice a Chimica all’Università di Padova, Elisabetta, informatica a Madrid e Federico che si occupa di piscine nell’area del Friuli. (Da Il Mattino)

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