Baseball, Padova vince lo scudetto e ora pensa al professionismo

Baseball, Padova vince lo scudetto e ora pensa al professionismo

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Una grande festa dopo una grande stagione. Il Tommasin, dopo aver chiuso la serie finale dei play-off di serie A con il Bologna vincendo la prima gara casalinga per 10-1, ha celebrato lo scudetto “dilettanti” sul diamante del Plebiscito che avrebbe dovuto essere occupato dal secondo incontro. Incontro che non è servito, visto che i gialloverdi non si sono fatti emozionare dal grande traguardo a portata di mano e hanno chiuso i conti con una partita molto convincente, coronata dai due solo homerun di Chapelli e Pestana. Poi c’è stato spazio solo per fuochi d’artificio, bottiglie di spumante e gavettoni.

È la realizzazione del progetto varato nel 2008 dalla presidente Giuliana Botteri e dal vicepresidente-patron Roberto “Bobo” Tommasin, ex giocatore ad alti livelli e grande appassionato, che si prefigge di riportare il baseball padovano ai massimi livelli in ambito nazionale e nel contempo di proseguire con maggior impegno e vigore la politica di valorizzazione dei giovani del vivaio (che oggi ha 5 formazioni giovanili e il softball U21 e insieme a serie A e serie C porta a 140 gli atleti tesserati). Raccolta nel 2008 l’eredità della gloriosa ventennale gestione targata Bellamio, nel giro di tre anni la nuova società riesce a raggiungere il primo traguardo della conquista della Serie A, tornata a Padova dopo la fugace apparizione del 1997 in quella che allora era la A/2. Le successive stagioni 2011 e 2012 sono esaltanti: una rosa all’altezza della situazione, sempre fondato sui migliori elementi cresciuti nel vivaio, con innesti mirati, come il lanciatore straniero, regala subito soddisfazioni con un quarto posto nel 2011 e i playoff sfiorati nella stagione 2012 condotta da protagonisti. Pedina fondamentale per il raggiungimento di questi obiettivi è stato sicuramente Khelyn Smith, giovane manager californiano di San Francisco, ingaggiato ad inizio 2008 e tutt’ora al timone del settore tecnico. Prima della stagione 2013 il campionato di serie A subisce un mezzo terremoto: chi fa il grande salto in Ibl (es. Ronchi e Reggio Emilia), chi opta per l’accordo di franchigia (es. Piacenza e Rovigo), chi ridimensiona gli obiettivi, ripartendo dalla B (Redipuglia) o dalla C (Ponte di Piave). La Federazione decide per un campionato “misto” di squadre di A ed Ibl2, suddivise in tre gironi, con classifiche unificate e anche separate, e con regole ad hoc (es. utilizzo ridotto del lanciatore straniero), una post season “open” (solo 2 formazioni di A, su 14, ne saranno escluse) e determinata da sorteggi. Il Padova Tommasin si ritrova ad avere le carte in regola per ammazzare il campionato. Il resto è storia recente: regular-season dominata (2 sole sconfitte nei 25 incontri disputati); il “fattaccio Astorga” – squalificato per rissa – che, paradossalmente, ha l’effetto di compattare la squadra; i playoff, dove le squadre più accreditate cadono una ad una; la serie finale vinta con due successi per manifesta superiorità ed un conclusivo 10-1 contro i sorprendenti Athletics di Bologna. L’Asd Padova Baseball Softball Club diventa campione d’Italia 2013 e ora pensa al professionismo. La serie A federale è infatti la massima serie del baseball dilettanti, mentre al di sopra c’è la IBL, Italian baseball league, professionistica. Affacciarsi a quel palcoscenico potrebbe essere il successivo obiettivo. “Ci abbiamo pensato – spiega patron Roberto Tommasin – Ci sono delle difficoltà, ma ci proveremo”.

Questa la rosa dei ragazzi tricolore: Sguassero, Tonellato, Sciacca, Chapelli, Giacomazzi, Campesato, Massimiliano Sartori, Moccia, De Lazzari, Medina, Pacini, Michele Sartori, Astoriga, Faccini, Crepaldi, Maniero, Pestana, Dal Prà. Staff Tecnico: Khelyn Smith (general gmanager), Marco D’Arcais (manager), Johnny Carvajal (3rd base coach), Mauro Paparone (1st base coach), Gianni Boldrin (pitching coach), Roberto Tommasin (coach).

 

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