Il rugby padovano piange un grande petrarchino, addio a Ciano Luise

Il rugby padovano piange un grande petrarchino, addio a Ciano Luise

di Redazione PadovaSport.TV

La Padova sportiva perde uno dei suoi grandi. Ieri mattina, all’età di 87 anni, si è spento Ciano Luise, pioniere del rugby, colonna del Petrarca e della Nazionale, con cui disputò 10 partite tra il 1955 e il 1958 segnando una meta. La sua scomparsa ha destato profonda commozione nell’ambiente della pallaovale, non solo locale, che domani gli tributerà un minuto di silenzio prima del 153º derby d’Italia fra Rovigo e Petrarca. Ex dipendente dell’Inail, Luise lascia la moglie Anna e i figli Emanuela e Carlo. Negli annali del rugby italiano figura come Luise I, per distinguerlo dai fratelli Renato (Luise II) e Roberto (Luise III), con cui scrisse le prime pagine della gloriosa storia del Petrarca. Nato a Padova, quartiere Santa Croce, l’8 giugno 1927, si chiamava in realtà Luigi ed era il maggiore di una famiglia di sportivi di successo (gli altri fratelli Leone e Paolo pallavolisti con i Vigili del Fuoco). Grazie alle sue doti atletiche e ad un carisma fuori dal comune, divenne presto un leader nel Petrarca degli anni ’40 e ’50, conquistando la fascia di capitano. Dopo aver esordito nell’immediato dopoguerra con l’Asr Padova (prima formazione di rugby cittadina), fu tra i primi giocatori del Petrarca, tanto che il suo nome compare nel tabellino della prima partita disputata dal club tuttonero, in serie B, il 5 novembre 1947. Fisico asciutto ma solido, sguardo penetrante e carattere da vendere, s’impose presto nel ruolo di terza linea come placcatore micidiale e cacciatore di palloni vaganti, doti che qualche anno dopo gli torneranno utili quando, su intuizione di Lando Cosi, venne spostato al centro della linea dei trequarti. Fu il primo rugbista padovano a vestire la maglia azzurra, insieme ai compagni di squadra Berto Comin, Matteo Silini e Toni Danieli, il 13 marzo 1955 a Milano contro la Germania Ovest (vittoria azzurra 24-8). Alla fine degli anni ’50 decise di passare al rugby a 13, subendo la squalifica della Fir prima di ritornare al rugby union, diventando allenatore a Mirano, Castelfranco e Vicenza negli anni ’60. Poco più di un anno fa l’inossidabile Ciano, ancora carismatico nonostante gli acciacchi dell’età, aveva concesso un’intervista al mattino di Padova insieme al fratello Roberto. I due Luise azzurri sfoggiavano per l’occasione il cap consegnato loro un paio di mesi prima allo stadio Olimpico di Roma, durante una cerimonia voluta dalla Fir con centinaia di ex nazionali. Domani a Rovigo tutta l’Italia ovale si stringerà idealmente alla famiglia Luise e al Petrarca, che giocherà con il lutto al braccio. I funerali si terranno invece lunedì alle ore 10,40 nella chiesa della parrocchia di Don Bosco, in via Adria, alla Paltana.

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