Tonazzo scarica, stagione finita. Ora si pensa alle riconferme

Tonazzo scarica, stagione finita. Ora si pensa alle riconferme

Si chiude per i padovani l’avventura dei play-off challenge

Fine della corsa. La stagione della Tonazzo Padova si chiude nella mesta serata del PalaBanca a Piacenza, in casa della Lpr. Tanto esaltante sino al giorno di Pasqua e ai quarti dei playoff-scudetto persi contro Modena, tanto incolore in questi playoff per il quinto posto, iniziati e finiti in un amen. Dopo l’1-3 casalingo subito tre giorni prima alla Kioene Arena, i bianconeri perdono anche la sfida di ritorno e vedono così calare il sipario sul loro campionato, comunque più che positivo. Gli emiliani volano così alla final four in programma fra due week end e possono ancora puntare alla qualificazione alla prossima Challenge Cup, in palio per la vincitrice di questo mini-torneo conclusivo. Ancora turnover. Come in gara-1, anche in questa seconda sfida coach Baldovin ha ruotato i suoi uomini, dando spazio a chi, nel corso dell’annata, aveva giocato meno. Al di là dei giocatori schierati, l’impressione, confermata dai fatti, è che la benzina si sia esaurita un paio di settimane fa. Anche stavolta Orduna e soci hanno faticato in tutti i fondamentali, subendo in particolar modo l’estro dell’olandese Ter Horst, davvero in grandi condizioni atletiche eccellenti. Stavolta a partire come opposto è stato Milan, durato però appena un paio di set: prova spenta per l’azzurrino. Quiroga, forse l’elemento più positivo all’andata, è stato confermato nel sestetto base ma a Piacenza non è andato oltre il 21% offensivo, mentre Averill, ristabilitosi dall’infortunio alla caviglia, è andato ad affiancare Diamantini al centro, senza entusiasmare. Nessuno ha terminato la prova in doppia cifra. La continuazione. Il primo set è sembrato la diretta prosecuzione del match di Padova. La Tonazzo si è trovata presto a inseguire, con Baldovin costretto a ricorrere al time out tecnico già sul 5-2. Travolto da 5 muri vincenti e da un 22% offensivo davvero miserello, il sestetto bianconero ha mollato la presa già a metà parziale, sotto 17-10. Il tecnico ospite ha dato spazio anche a Bassanello e Lazzaretto, e la Lpr si è ritrovata a collezionare 10 set point prima del 25-15 che ha posti i sigilli alla frazione. Reazione blanda. Al cambio di campo la Tonazzo è sembrata, se non altro, più motivata e ha tenuto il muso davanti sino al 17-16 firmato da Luburic, primo vantaggio dei padroni di casa, a cui è bastato forzare un po’ di più al servizio per rimettere la freccia. Cottarelli e Sedlacek, risorse pescate dalla panchina, hanno disorientato gli ospiti e, nonostante percentuali offensive migliori (Padova ha chiuso il set con 46%) in chiusura Orduna e compagni hanno lasciato il campo agli avversari, con Perrin che a siglare il 25-20. E nel terzo? Con Giannotti sotto rete al posto di Milan la Tonazzo è partita meglio (0-2) ma ha subito un break di 5 punti consecutivi da cui non è più riuscita a rialzarsi. L’autocritica e il futuro. Valerio Baldovin non si nasconde: «E’ stata una partita giocata male, come la precedente. Probabilmente giunti a questo punto avevamo le scariche. Peccato, perché volevamo onorare l’ultima parte del campionato. Non ci siamo riusciti, pazienza. Va dato merito al gruppo di aver disputato una stagione straordinaria e questi due episodi non vanno ad inficiare tutto quello che siamo riusciti a conquistare». E ora? Senza fretta, ma occorre pensare alla prossima stagione. Con una variabile in più rispetto alle scorse estati: resistere alle sirene del mercato. Perché pare che Modena abbia pensato a Orduna per il dopo-Bruninho, e il capitano non è l’unico che potrebbe partire.

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