Luparense, niente vacanze per Taborda: “Sto lavorando duro per recuperare dall’infortunio il prima possibile”

Luparense, niente vacanze per Taborda: “Sto lavorando duro per recuperare dall’infortunio il prima possibile”

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Pablo Taborda, un nome una garanzia. Il forte centrale argentino ha vinto lo scorso giugno lo scudetto con la Luparense, il sesto per la società di San Martino di Lupari. Purtroppo in occasione dell’ultima partita della serie finale Taborda ha subito un infortunio importante al ginocchio; per questo motivo il giocatore sta lavorando ogni giorno per recuperare al più presto ed essere pronto per l’inizio della prossima stagione.

Abbiamo intervistato Taborda, chiedendogli della riabilitazione, dell’emozione di essere in Champions League e per sapere quali sono gli obbiettivi personali e di squadra per la prossima stagione.

Stai lavorando al massimo per recuperare dal tuo infortunio al ginocchio. Come sta andando la riabilitazione? E c’è già una data precisa per il ritorno sul parquet ?  

Sto veramente lavorando tantissimo per recuperare il più velocemente possibile. Ho rinunciato a tornare in Argentina per le vacanze per non perdere neanche un giorno di lavoro; fortunatamente tutto sta andando benissimo, e anche se non c’è una data precisa voglio provare ad essere pronto per iniziare la preparazione assieme ai miei compagni.

Quest’anno la Luparense giocherà anche nella Champions League del Futsal, e sfiderà il Barcellona nel girone di qualificazione. Cosa ne pensi di questa sfida sicuramente prestigiosa? 

Indipendentemente da chi incontri, già giocare la Champions è una cosa bellissima. Certamente aver trovato una squadra come il Barcellona dà quel qualcosa di speciale in più alla sfida. Sono sicuro che sarà uno spettacolo bellissimo e non vedo l’ora di affrontarli in campo.

Quali sono i tuoi obbiettivi personali e di squadra per la prossima stagione ?

Gli obbiettivi sono sempre gli stessi, quando giochi per una squadra come la Luparense. Vogliamo arrivare in fondo a tutte le competizioni e vincere tutto quello che si può vincere. La società è abituata a questo e lo sono anche i giocatori.

 

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