Maratona del Santo, Padova sarà  capitale paralimpica

Maratona del Santo, Padova sarà  capitale paralimpica

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La Maratona S.Antonio varrà come campionato italiano disabili. Domenica 19 aprile 2015 Padova sarà la capitale paralimpica del paese, assegnando i titoli nazionali Fispes che vanno agli atleti in carrozzina (paraplegici e tetraplegici) ad amputati e non vedenti. Un premio ad Assindustria Sport, che arriva a quattro anni di distanza dall’ultima edizione tricolore, datata 2011. «Questa scelta è un attestato di fiducia dato alla società gialloblù, che nell’allestimento della gara ha sempre messo un’attenzione che da altre parti non si trova, ma è anche un riconoscimento a un territorio, quello padovano, che ha sempre riservato un’attenzione particolare alle nostre gare. Il percorso, poi, è ideale per conseguire grandi prestazioni» afferma Antonella Munaro, atleta in prima persona ma anche consigliera della Fispes, la Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali. «Saranno in tanti a venire qui per cercare il tempo, anche dall’estero, anche perché questo è un anno pre-olimpico e in molti vogliono strappare il pass per i Giochi di Rio».

Profilo altimetrico favorevole, fondo stradale ideale, percorso chiuso al traffico, assistenza offerta dalla partenza all’arrivo e durante la permanenza in provincia. Sono solo alcuni degli ingredienti che negli anni hanno contribuito a fare di Padova un punto di riferimento per il movimento paralimpico. E i risultati di spicco non sono mancati, per un evento che nella sua storia ha visto siglare in Prato della Valle ben cinque record mondiali.

La stessa Antonella farà di tutto per essere al via. Ma, se non potrà farlo, sarà più che giustificata, come spiega lei stessa. «Attualmente la mia carrozzina da gara è sotto osservazione all’università di Milano, facoltà di ingegneria biomedica. D’accordo con il Ct della nazionale di atletica Mario Poletti abbiamo deciso di farla “studiare”, per arrivare a produrre un prototipo che possa costare meno dei 5-6.000 euro che oggi servono per avere a disposizione un mezzo da competizione. L’obiettivo è dimezzare i costi, in modo da rendere la pratica dell’attività sportiva paralimpica più accessibile. Per questo non so se avrò la mia carrozzina in tempo per prepararmi, ma è un sacrificio che valeva la pena di fare».

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