Pallanuoto, Campagna: “Vorrei portare l’Italia a Padova”

Pallanuoto, Campagna: “Vorrei portare l’Italia a Padova”

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«Mi auguro davvero di poter venire in tempi brevi a Padova con tutta la nazionale». Il commissario tecnico dell’Italia campione del mondo di pallanuoto maschile, Alessandro Campagna, lancia quasi un appello alle autorità sportive e cittadine.

Ospite ieri del Rotary Contarini, il cui presidente Lucio Pisani è stato allenatore di pallanuoto e nel 1979 si ritrovò di fronte il sedicenne Campagna in una sfida Cagliari-Ortigia, il ct degli azzurri è stato accolto a Palazzo Moroni dal sindaco Flavio Zanonato, dall’assessore allo Sport Umberto Zampieri, dal presidente del Coni regionale Gianfranco Bardelle, dal suo omologo provinciale Dino Ponchio e da Lino Barbiero, presidente del Plebiscito Pallanuoto.

«La pallanuoto è uno sport che rappresenta una grande eccellenza italiana – ha detto Zanonato – La vittoria mondiale ci ha riempito d’orgoglio, soprattutto quando è arrivata da parte del commissario tecnico e della squadra la dedica al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano».

«La dedica è venuta dal cuore, non certo per calcolo – ha sottolineato Campagna – Con il mio staff in questa nazionale abbiamo cercato di fare non solo gruppo, ma squadra. Con il lavoro quotidiano, l’umiltà, la voglia di mettersi sempre in discussione, siamo riusciti a dimostrare che gli italiani sanno essere coesi e uniti per raggiungere traguardi importanti. Questo vale nello sport, ma anche nella vita. Per questo abbiamo pensato al Presidente, che è il nostro capo squadra».

Campagna, dopo l’undicesimo posto dei mondiali di Roma, ha saputo ricostruire una squadra che ha già raggiunto, in vista di Londra 2012, i vertici mondiali. A Shanghai erano infatti sette gli esordienti in una rassegna iridata: «Bisogna stare attenti a parlare di spazio ai giovani. Anche i giovani devono meritarsi lo spazio. Io do la possibilità, ma poi è il merito a decidere. Molti ragazzi hanno capito l’importanza della nazionale. Hanno capito l’esclusione e hanno reagito bene. Si sono conquistati il posto lavorando: nello sport non esistono le raccomandazioni, decide il campo. Il merito della crescita è però anche del programma che siamo riusciti a mettere insieme. Avevo notato come ai nostri giocatori mancasse l’esperienza, quindi siamo riusciti a giocare oltre trenta partite di livello internazionale che ci hanno permesso di crescere anche più del campionato italiano».

Campagna ha fatto una visita anche alla piscina del Plebiscito (che Lino Barbiero ha definito “lo stadio d’acqua dei padovani”) per vedere all’opera le due squadre, maschile e femminile, di Padova: «Padova è una realtà importante, la più importante del Veneto, ci sono tanti giovani. Bisogna rendersi conto che i campioni possono nascere ovunque, non solo a Recco e Camogli, anche nel territorio. Io sono qui proprio per trasmettere questo messaggio, perchè la nazionale crea entusiasmo». Da qui l’idea, lanciata a Zanonato e Zampieri, di portare l’Italia ad esibirsi a Padova: «Quando ero ragazzo a Siracusa c’era ogni anno un torneo internazionale. Io ho imparato ad amare questo sport in quelle occasioni. Nonostante il momento difficile per le istituzioni, la sinergia tra sport di alto livello, società ed enti locali è fondamentale per divulgare lo sport. Per questo mi piacerebbe portare la nazionale a Padova, per un raduno, una partita amichevole o magari anche un match ufficiale».

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