Doppietta possibile: dopo la coppa ora la Lantech punta allo scudetto

Doppietta possibile: dopo la coppa ora la Lantech punta allo scudetto

Annalisa Bosello, dopo un anno trascorso in Australia aveva perso un po’ l’abitudine al clima del gruppo, dice scherzando che domenica le sembrava di stare in mezzo alle «galline padovane», tanto era il chiasso che facevano le compagne. Chi non le ha mai perse di vista, come il team manager Filippo Barzon, racconta invece che i festeggiamenti per la conquista della Coppa Italia di pallanuoto, alzata sotto il cielo piovoso di Messina dopo aver demolito in finale le padrone di casa, si sono interrotti presto, vuoi perché il pullman che portava la squadra all’aeroporto era condiviso anche dalle ragazze del Bogliasco e dell’Imperia, e non era il caso di eccedere con gli schiamazzi di fronte alle squadre sconfitte, vuoi perché toccherà rimettersi subito al lavoro, visto che già stamattina, alle 7, tutte risaliranno in corriera per raggiungere Budapest: davanti ci sono 9 ore attraverso l’Europa per presentarsi pronte alla partita in programma domani sera alle 19, per la gara di ritorno dei quarti di finale di Euro League, con il setterosa padovano chiamato all’impresa impossibile di recuperare il passivo di 6 reti incassato all’andata. E così, atterrate a Venezia a mezzanotte, nelle ore tra domenica e lunedì le ragazze della Lantech hanno raggiunto subito casa, tornando ad allenarsi già ieri sera. Prima, però, c’è stata la consegna del trofeo dalle mani della capitana Federica Rocco a quelle di un commosso Lino Barbiero. «Finalmente, dopo trent’anni di pallanuoto a Padova posso toccare con mano qualcosa di solido» ha scherzato il patron del Plebiscito. «A Messina tutto l’ambiente stava già assaporando le caramelle e voi gliele avete portate via. Che soddisfazione. Questa coppa la esporremo in segreteria, in modo che tutti possano ammirarla. Ma guardate che non dimentico quello che vi ho detto qualche mese fa: io non mi accontento mica, ora voglio quello che l’anno scorso mi avete quasi portato a casa» ha aggiunto senza pronunciare la parola scudetto. «Questa vittoria ripaga le ragazze per i sacrifici che fanno ogni giorno, allenandosi per la passione più che per i soldi, che qui non girano come in altri sport. Ma ripaga pure me, che ho sempre creduto nella possibilità di affiancare l’attività sportiva a quella quotidiana in piscina. Ricordo quando ancora non avevamo una struttura come questa, più di trent’anni fa, e accompagnavo i ragazzi ad allenarsi a Rovigo. Poi, parlandone col sindaco Bentsik, mi venne proposto di gestire questo impianto, con i lavori alla piscina da 25 metri che ancora non erano finiti. La svolta, nella storia sportiva della società, c’è stata quando ho voluto costruire quella da 33, da dedicare all’attività agonistica, 22 anni fa. In questo tempo ho visto centinaia di ragazzi crescere in acqua e tra loro c’erano queste ragazze. Belle, brave e ora anche vincenti».

 

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