Lantech in festa, Barzon: “Un’emozione alzare la coppa, ma che rischio con il Bogliasco”

Lantech in festa, Barzon: “Un’emozione alzare la coppa, ma che rischio con il Bogliasco”

Non si può dire che sia stata una cerimonia di premiazione ingessata quella della Lantech, a fine partita. Il commissario tecnico Fabio Conti e il dirigente federale Giuseppe Marotta stavano ancora finendo di consegnare le medaglie alle ragazze quando è partito all’unisono il goliardico coro che ha accompagnato la trasferta siciliana: «Che confusione, sarà perché beviamo, è un’emozione il tifo che facciamo, stringiamo forte la birra nella mano, siam padovane e allora sì vinciamo», sulle note di una vecchia canzone dei Ricchi e Poveri, «Sarà perché ti amo». È Laura Barzon a spiegare che «in realtà l’abbiamo presa dalla prima squadra maschile, la cantiamo sempre per caricarci». È giusto che sia lei a parlare a nome della squadra: è l’unica che è sempre stata in vasca negli anni degli scudetti giovanili. «Ne ho vinti otto, ma a livello assoluto non avevo mai potuto alzare alcun trofeo, cominciava a essere una maledizione». Ma è doveroso che sia lei anche perché più di tutte aveva qualcosa da dimostrare, dopo i due rigori falliti (uno nei tempi regolamentari) nel corso della sudatissima semifinale col Bogliasco. «Ho passato davvero dei brutti momenti, sabato sera: un po’ mi sentivo in colpa. Per fortuna le compagne mi sono state vicine e mi hanno aiutato a riprendermi». Proprio da quanto accaduto il giorno prima parte Stefano Posterivo: «Quella gara in un certo senso ci è servita da lezione: in finale abbiamo ritrovato l’atteggiamento giusto» commenta l’allenatore del Plebiscito femminile. «Credo che la squadra abbia dato un segnale importante a tutti, per l’autorevolezza con cui ha conquistato la vittoria. E poi, ottenerla in trasferta, in un certo senso rovinando la festa al Messina, dove era stato tutto preparato per poter celebrare il trionfo della formazione di casa, ha un sapore ancora più speciale». Per Annalisa Bosello questa coppa ha un sapore ancora più speciale: la centroboa, arrivata a gennaio, è la giocatrice che ha alle spalle il curriculum più importante, con tre scudetti, una Coppa dei campioni e una Supercoppa vinti quando era all’Orizzonte Catania: «Ma alzare un trofeo vestendo i colori della squadra della tua città ha tutto un altro sapore. Questo è davvero un gruppo fantastico, unito e in grado di battere chiunque»

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