Lantech, Nencha va di corsa: “In A1 a 16 anni, triplete sfiorato e adesso il mondiale giovanile”

Lantech, Nencha va di corsa: “In A1 a 16 anni, triplete sfiorato e adesso il mondiale giovanile”

«Sono veloce, punto su astuzia e furbizia. Le avversarie mi considerano fastidiosa, dicono che sono una zanzara». Quando si tuffa in piscina, Carlotta Nencha, 18 anni, studentessa allo scientifico Berto, punge. Non la si scaccia facilmente, il suo ronzio diventa l’accompagnamento sonoro di intere partite. Carlotta, il cui cognome tradisce lontane radici polacche, non è più solo una fastidiosa zanzara. La pallanuotista di Preganziol ha vinto quest’anno scudetto e Coppa Italia con la Plebiscito Padova. Ha sfiorato il triplete, centrando l’argento in Coppa Len. È fra le migliori dello sport che vive di palombelle e bracciate, palloni che schizzano e battaglie subacquee. Come si è avvicinata alla pallanuoto? «Avevo fatto avviamento alla ginnastica artistica e al nuoto. Mi piacevano i balletti delle sincronette. Cominciai a 6 anni con il sincro allo Stilelibero Preganziol. Ma l’anno successivo l’intero gruppo fu provato nella pallanuoto. Ero tanto piccola, in questo sport si inizia a 12-13 anni. In un primo tempo era solo divertimento, poi diventò qualcosa di più, visto che già giovanissima mi ritrovai a giocare in B a Preganziol. A 14 anni, venni chiamata a Mestre per fare l’A2. Titolare a 14 anni». Il suo rapporto con l’acqua? «Sono innamorata dell’acqua, piscina o mare che sia. Ho passato le mie estati a Rovigno, in Croazia, dove ho parenti. Ora sono piena di impegni e quelle coste mi mancano». Avrebbe immaginato una stagione così sontuosa? «Questi risultati sarebbero stati inaspettati un anno fa, mentre questa stagione, battendo in tre gare Imperia, ci siamo semplicemente presi la rivincita della sconfitta patita in finale nel 2014. Eravamo le favorite, ma è stata un’impresa storica: il primo tricolore veneto della pallanuoto. E ci è rimasto l’amaro in bocca: potevamo fare tris In Europa». Che cosa ti piace della pallanuoto? «Il gruppo, i rapporti che nascono fra compagne. Sono attaccante, qualche gol ogni tanto lo piazzo, ma il minutaggio non è altissimo. Ho tutto il tempo per migliorare: Padova mi ha dato la possibilità di giocare in A1 a 16 anni. Ho trovato compagne come Federica Rocco e rivali come Tania Di Mario, un tempo miei idoli. Da brividi». Stagione finita? «Manco per sogno. C’è l’Under 19 del Plebiscito, poi forse il mondiale giovanile».

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