Arzignano, Gastaldello e Di Donato: “Non vediamo l’ora di iniziare”

Arzignano, Gastaldello e Di Donato: “Non vediamo l’ora di iniziare”

di Redazione PadovaSport.TV

Ospiti ieri sera del nostro Speciale Dilettanti 2018/19, il vice presidente dell’Arzignano Enrico Gastaldello e l’allenatore Daniele Di Donato hanno parlato del campionato alle porte. I giallocelesti sono una delle favorite alla promozione in serie C.  “Finalmente si gioca – ha detto Gastaldello – Questa estate ci sono state un pò di sorprese, anche la coppa è stata rinviata (oltre al campionato slittato al 16 settembre), come tutte le squadre di Serie D avevamo impostato un certo tipo di preparazione e abbiamo dovuto riorganizzare la scaletta che ci eravamo prefissati. Al debutto al primo turno abbiamo avuto un derby tutto vicentino e l’abbiamo passato, poi ieri siamo stati eliminati ai rigori dal Legnago e purtroppo la Coppa Italia Serie D è finita. Ora però abbiamo già la testa concentrata sulla delicata trasferta di Feltre che non è semplice, è un impegno storicamente ostico ma siamo carichi.”
L’Arzignano ingiustamente non è stato ripescato in Serie C nonostante la vittoria ai playoff: “Penso anch’io che dopo gli sforzi per mantenere la squadra a certi livelli, coltivare certi sogni, si capisca cosa vuol dire arrivare alla fine a giocarsi i playoff sapendo che purtoppo lo stai facendo solo per onorare l’impegno perchè non vale assolutamente niente (come per il Campodarsego che ha vinto la Coppa Italia). È un peccato tutto questo, tanti complimenti,tante pacche sulle spalle e basta. Abbiamo fatto una stagione straordinaria, rimane la soddisfazione,l’orgoglio anche se in futuro è meglio premiare un risultato sportivo”.
Daniele Di Donato, nuovo allenatore dell’Arzignano si è invece espresso così: “Si è rinviato di settimana in settimana, ora non vediamo loro di cominciare. Non c’è una squadra blasonata come lo scorso anno poteva essere il Mantova, siamo tutte lì, è un girone importante, difficile, noi dobbiamo cominciare nel miglior modo possibile. L’obiettivo? Vogliamo fare un gran campionato. Ogni anno si riparte da zero, ma vogliamo ripeterci.” Sulla regola dell’obbligatorietà dei 4 under in campo: “ Ai giovani va dato il tempo di crescere, non tutti maturano alla stessa età e bisogna dare a questi ragazzi la possibilità di fare il loro percorso con i “vecchi”,perchè hanno bisogno di una guida. Quindi bisogna tornare alla meritocrazia di una volta, dove se il giovane è bravo deve giocare e grazie al “vecchio” che è importante, gli permette di crescere e farsi le ossa”.

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