Arzignano, la storia di bomber Odogwu: dagli inizi con la Virtus alla laurea

Arzignano, la storia di bomber Odogwu: dagli inizi con la Virtus alla laurea

di Redazione PadovaSport.TV

«Sono l’uomo dei rigori io, 6-7 all’anno li prendo, adesso sono due quindi sono sulla buona strada. Maldonado (che li trasforma ndr) a fine anno minimo una cena mi deve offrire…» e giù a ridere. L’atmosfera è rilassata dopo la bella vittoria sulla Clodiense, squadra che porta bene al puntero Raphael Odogwu che l’anno scorso, dopo un inizio difficile, cominciò a trovare la via del gol con continuità proprio dopo il match con i granata. Domenica la sua inzuccata in rete 30 secondi prima del riposo è stato il “la” alla rimonta della ripresa, nella quale non èmancato un rigore procurato sgusciando di forza al suo avversario. “In settimana non mi ero allenato martedì e mercoledì per una botta subita a Levico, non stavo benissimo. Di Donato dice che prendo troppe botte enonsono tutelato? È chiaro che le punte grosse e fisichene prendono tante. Forse dovrei imparare a darle anch’io però, quando si può…».
Nella carriera di Odogwu ha avuto un’importanza strategica la Virtus Verona, con il suo storico factotum Gigi Fresco, che ha intrecciato lo sport con l’accoglienza ai migranti e richiedenti asilo creando l’associazione Vita Virtus. La società di Borgo Venezia si è presa l’incarico della gestione e dell’inserimento sociale degli immigrati, in gran parte africani. Clamoroso il caso di Sibi Sheikh, fuggito dal Gambia, passato per Lampedusa e arrivato a Verona nel giugno del 2015: oggi è il portiere titolare dei Fresco Boys in serie C. «Ringrazierò sempre Gigi Fresco per quello che ha fatto per me e la mia famiglia. Sibi lo conosco di persona, la sua è una bella storia, speriamo che possa andare anche più avanti della serie C». Rapha, dopo le giovanili nel Chievo, ha debuttato con la Virtus prima in serie D nell’annata 2008/09 e poi nell’allora C2 nel torneo 2013/14. Poi si è staccato dal nido e ha intrapreso esperienze nuove, la prima proprio al Real Vicenza tra i pro:«Ho lasciato la Virtus 5 anni fa per tornare a giocare in C, mi è dispiaciuto lasciarla. Ogni anno sono stato vicino al ritorno, anche l’ultima estate. Però sto conoscendo un’altra famiglia ad Arzignano e non riesco a dire dino al presidente Chilese».
Odogwu ha avuto l’occasione di conoscere tre patron del calcio vicentino. Prima di Chilese, Diquigiovanni al Real Vicenza e Dalle Rive all’Alto Vicentino. Come li inquadra questi personaggi? «Loro sono tra gli imprenditori più famosi della provincia – dice Rapha – tutti e tre particolari a modo loro. Diquigiovanni era un po’ più chiuso con la squadra, però era molto passionale. DalleRive era il più estroso, ti faceva fare grandi risate. Chilese è una persona che ragiona di più, difficilmente fa il passo più lungo della gamba».
Odogwu nell’Aprile 2017 ha preso a Verona la laurea specialistica in Economia e Legislazione d’Impresa. Ha scelto di rimanere in serie D, nonostante le offerte dalla categoria superiore, per affiancare all’attività di calciatore quella di commercialista. (L’articolo completo su Il Giornale di Vicenza)

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy