Arzignano, Gastaldello: “Siamo in gran salute, ma la sosta ci permette di recuperare gli infortunati. E sullo stadio…”

Arzignano, Gastaldello: “Siamo in gran salute, ma la sosta ci permette di recuperare gli infortunati. E sullo stadio…”

di Redazione PadovaSport.TV

È l’Arzignano la squadra più in forma in serie D. Reduce da una vittoria sul difficile campo del Campodarsego, viaggia ora a -1 dalla capolista Adriese. Ecco ai nostri microfoni le parole del vicepresidente gialloceleste Enrico Gastaldello: “Probabilmente era più giusto il pareggio, ma lo era anche all’andata per cui meriti e demeriti si sono compensati. Ora c’è la sosta – spiega – e per noi, a dispetto di quello che si potrebbe pensare, può essere d’aiuto. Abbiamo Valenti a mezzo servizio, Odogwu che sta facendo terapie, Forte che si è fatto male contro il Campodarsego. Contro il Belluno contiamo di recuperarli tutti”. A proposito del Belluno, il campionato riprenderà al Dal Molin contro una squadra piuttosto rodata in categoria: “Non è il migliore degli avversari, è una squadra storica della D che subisce pochi gol”. Lunedì sera in tv a Speciale Dilettanti, l’attaccante del Campodarsego Vuthaj ha stilato la personale classifica delle migliori squadre del girone: “Penso che da due anni siamo noi a esprimere il calcio più interessante, come concetti di gioco, alternative, coralità, giocate dei singoli. Lo dicono gli addetti ai lavori, ma anche il pubblico negli stadi che frequentiamo. Rispetto Adriese e Campodarsego siamo anche la squadra che ha avuto meno rigori. I gol ce li costruiamo noi, senza spintarelle. A parte la sconfitta a Montebelluna e il pareggio in extremis con l’Adriese abbiamo sempre vinto nel girone di ritorno. La capolista Adriese? Possiamo superarla, nel complesso come squadra siamo meglio, loro hanno però lì davanti due giocatori fuori categoria come Aliu e Marangon”. A girone di ritorno inoltrato e a un punto dalla vetta, viene logico fare dei ragionamenti sul futuro: “Sono discorsi prematuri ma è da sprovveduti non pensarci. Siamo pronti per il professionismo, ma il nodo stadio è primario. Potremmo riuscire a rimanere a casa nostra, che sarebbe ovviamente la soluzione migliore per premiare il nostro pubblico e per mantenere un’identità forte. L’altro stadio vicino è il Dei Fiori di Valdagno che contiene seimila posti. Ma Valdagno e Arzignano sono molto diverse come realtà, il primo è paese operaio, il secondo vive da anni in un’ottica imprenditoriale. Due anime agli opposti, un po’ ardito spostare il calcio di Arzignano a Valdagno. Il problema della serie D – chiude Gastaldello – è che, pur essendo alle soglie del professionismo, è ancora molto distante dalla C, come impegno economico e gestionale prima ancora che tecnico. A livello di sistema bisogna tendere una mano a queste piccole realtà di provincia e non spremerle e basta”.

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