Calcio dilettanti, a Torreglia dimenticano (ancora una volta) l’arbitro nello spogliatoio: multa di 100 euro

Calcio dilettanti, a Torreglia dimenticano (ancora una volta) l’arbitro nello spogliatoio: multa di 100 euro

di Redazione PadovaSport.TV

Nei campetti di periferia c’è chi mena l’arbitro e chi… lo dimentica nello spogliatoio. A Torreglia il malcapitato direttore di gara Erik Celnikasi è dovuto uscire come un ladro dall’impianto di gioco, scavalcando la recinzione, perché uno dei dirigenti accompagnatori ha pensato bene di spegnere le luci e chiudere il cancello dimenticandosi della presenza dell’arbitro. Il fatto curioso è successo domenica scorsa ma è emerso solo con il comunicato infrasettimanale del Giudice Sportivo. Torreglia-San Pietro, Seconda Categoria padovana, i padroni di casa vincono per 2-0 senza episodi arbitrali contestati. L’ultimo a uscire è l’arbitro Celnikasi, che scopre però di essere rimasto intrappolato dentro lo stadio “Delle Rose”. Dopo aver tentato di avvisare i responsabili della società padovana, non gli è rimasto altro che scavalcare il cancello d’entrata. Difficile pensare a una “punizione” per la direzione di gara, visto anche il risultato finale, fatto sta che il dirigente responsabile Lino Lunardi, colui che ha “dimenticato” l’arbitro sarebbe pure recidivo, visto che in un’altra circostanza era accaduto un episodio analogo. Il Torreglia è stato multato di 100 euro «per aver costretto il direttore di gara a scavalcare la recinzione per poter uscire dallo stadio, essendo stata dimenticata la sua presenza all’interno dello stadio». Per il dirigente Lunardi è stata comminata un’inibizione «a svolgere ogni tipo di attività fino al 10 aprile prossimo. Alla fine della gara, ignorando i doveri a lui assegnati in qualità di addetto ufficiale all’arbitro, usciva dallo stadio, dimenticandosi che all’interno era presente ancora il direttore di gara; venivano spente le luci, si chiudeva il cancello costringendo il direttore di gara a scavalcare la recinzione per poter uscire. Sanzione così determinata perché recidivo».

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