Cittadella, Giacomin lascia la Primavera e firma con l’Udinese

Cittadella, Giacomin lascia la Primavera e firma con l’Udinese

Cittadella e Giulio Giacomin, le strade si dividono. Il tecnico triestino, per sette anni vice di Foscarini e negli ultime tre alla guida della Primavera e della Berretti granata, con cui ha conquistato lo scudetto di categoria nel 2016, nella prossima stagione seguirà l’Udinese Primavera. A volerlo con sé Gigi Delneri, che conosce Giacomin per averlo allenato dal 1986 al 1989 alla Pro Gorizia, in Interregionale, quando era un promettente centrocampista, suo punto di riferimento nel rettangolo di gioco. «Non posso che ringraziare chi ha lavorato con me in questi anni a Cittadella», afferma il diretto interessato, «ma mi si è presentata l’opportunità di compiere un bel passo avanti in carriera e l’ho colta. Mi attende una sfida stimolante, dopo la riforma dei tornei giovanili e l’istituzione di un campionato Primavera 1, che coinvolge le prime 16 squadre del ranking di Serie A, tra cui l’Udinese, e di un campionato Primavera 2, per le altre squadre di A e per quelle in Serie B. Ci saranno promozioni e retrocessioni e, a mio avviso, questo modificherà le priorità negli obiettivi da raggiungere: conteranno di più i risultati immediati e sarà più difficile usare la Primavera come una rampa di lancio per i giovani, da far arrivare in prima squadra». È una funzione, questa, a cui lei e l’ambiente granata hanno sempre tenuto molto. «È così. Se ripenso ai miei anni a Cittadella da allenatore, il ricordo più bello è sicuramente legato al giorno della conquista dello scudetto della Berretti, quando abbiamo battuto per 2-1 in finale l’Arezzo. Ma l’aver valorizzato ragazzi come Bizzotto, che al mio primo anno in Primavera realizzò 17 reti, o come Varnier, Maniero, Fasolo, Caccin e Corasaniti non è una soddisfazione minore. E, da quel che mi risulta, anche un altro giovane, il difensore Maronilli, il prossimo anno sarà inserito nel giro della Serie B».
Marchetti e Venturato hanno provato a dissuaderla? «No, perché credo faccia piacere anche a loro vedere che un tecnico del Cittadella si è messo in vista. È un riconoscimento anche al loro lavoro». Ma lei pensa mai al salto in una prima squadra? «Ora sono proiettato su questa avventura. Ragiono anno per anno e mi prendo il lato positivo di quello che accade». (Da Il Mattino)

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