Il Verona è tornato grande, è la rivincita di Grosso e del suo pupillo Henderson

Il Verona è tornato grande, è la rivincita di Grosso e del suo pupillo Henderson

di Redazione PadovaSport.TV

Il Verona è tornato a combattere per il primo posto. E la vittoria contro il Perugia è la vittoria di Grosso e del suo pupillo Henderson, spesso criticato.
Il tecnico del Verona ha mandato in campo una squadra tosta e mentalmente pronta. Fin dall’inizio i gialloblù hanno giocato nella metacampo dell’avversario. Verre, l’uomo in più in questo momento degli umbri, ci ha capito poco. A prenderlo a turno ci andavano Laribi, Faraoni e perfino Lee. Dei tagli dietro ai nostri difensori, preparati da Nesta, se ne è visto forse uno, in tutti i novanta minuti. Troppo alto il Verona che ha schiacciato davanti al portiere Gabriel il Perugia. Una girandola bianca, quella pensata da Grosso, che ha fatto venire il mal di testa agli umbri con Gustafson abile nel farla girare. Quella del «Curi» è stata l’ultima in ordine di tempo, delle vittorie ottenute dai gialloblu negli ultimi cinque incontri.
Dicevamo di Henderson. In campo è stato l’uomo ovunque dell’Hellas. Attaccava, difendeva e partecipava al palleggio come il più consumato dei registi, anche se quello è il ruolo di Gustafson. Ma soprattutto i gialloblù sono stati davvero una tribù scozzese delle Highlands con l’eleganza di un kilt dai colori primaverili. Tutti uniti e capaci di scambiarsi i ruoli per mandare all’aria i piani del Perugia. Il «Grifo» ha sbattuto le ali, ha provato nuove correnti ma tutto è stato inutile. Bianchetti prima e Henderson poi, l’hanno impallinato con grande precisione. Lo scozzese aveva già segnato all’andata e non è un caso che si sia ripetuto al ritorno. Le reti sono tre, ma c’è la possibilità di aumentare il proprio bottino. «Con Liam ho un vantaggio – racconta Grosso – lo conosco già dall’anno scorso. Ha dovuto lavorare tanto per ritrovare la condizione e le energie mentali. Non ero un matto se non lo facevo giocare». Ora qualcosa è cambiato, perchè essere coraggiosi nello sport, spesso paga”.

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