L’Aic compie 50 anni, Tommasi: “Ecco le mie sfide vinte e gli obiettivi futuri”

L’Aic compie 50 anni, Tommasi: “Ecco le mie sfide vinte e gli obiettivi futuri”

di Redazione PadovaSport.TV

Compleanno speciale per l’AIC (l’Associazione italiana Calciatori), nata in Veneto 50 anni fa grazie a Sergio Campana. A portare avanti il lavoro dell’avvocato bassanese (oggi presidente onorario) è il veronese Damiano Tommasi: “Non era semplice portare avanti l’eredità lasciata da Sergio Campana – spiega Tommasi in un’intervista a Il Giornale di Vicenza – Sono stati anni particolari. Di lavoro e impegno spesso anche gratificanti. La divisione delle Leghe rende difficoltoso trovare linee comuni, é complesso tenere unito il sistema calcio in Italia. Questo mondo è paradossale perché ci sono sempre più risorse ma al tempo stesso aumentano i problemi. La mia grande sfida vinta? Aver coinvolto giocatori in attività all’interno del Consiglio federale, come, all’epoca, Morgan De Sanctis e Simone Perrotta. E poi le modifiche allo statuto del calcio femminile che ha permesso al movimento di avere una sua autonomia e ha comportato notevoli migliorie. Altra sfida che mi ha reso orgoglioso è aver lavorato al tema del dopocarriera: il calciatore oggi viene giudicato come persona basandosi sui risultati sportivi, senza capire cosa vuol dire fare sport, senza conoscere i sacrifici che fa magari abbandonando la famiglia in tenera età. Sul dopo carriera c’é ancora molto da fare e lo stesso vale per il calcio femminile, che comunque ha compiuto degli importanti passi in avanti. L’altra sfida da vincere riguarda una maggiore tutela dei giocatori dilettanti”. Ma oggi come sono i calciatori? “La figura é cambiata come sono cambiati i giovani – continua Tommasi – c’é la stessa precarietà di fondo e un ritardo nell’affermarsi nella vita. Per carità, le difficoltà nel diventare professionisti esistevano anche prima ma la carriera calcistica ora è più lunga.Untempo le società davano più importanza all’aspetto sportivo, oggi è tutto diverso, con la presenza dei procuratori e la predominanza del calciomercato”.

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