Lega Pro, criteri rigidissimi per i ripescaggi. Ecco chi ha le carte in regola

Lega Pro, criteri rigidissimi per i ripescaggi. Ecco chi ha le carte in regola

Lega Pro ancora a ranghi incompleti, in attesa che i playoff respingano l’assalto di tre delle quattro pretendenti alla Serie B (Alessandria, Pordenone, Parma e Reggiana). Manca quasi un mese alle scadenze di fine giugno, intanto un posto si è già liberato dopo che il presidente federale ha tolto la licenza al Latina. Sempre in occasione dell’ultimo consiglio federale sono stati anche ufficializzati i criteri per il ripescaggio in Lega Pro che, secondo le parole del presidente Gravina, dovrebbe ritornare alla denominazione Serie C. Paletti restrittivi di non poco conto che mettono fuori gioco quasi tutte le retrocesse dalla Lega Pro e alcune delle pretendenti nella graduatoria stilata dalla Serie D al termine dei playoff. Saranno tagliate fuori le società ripescate negli ultimi cinque anni in un campionato professionistico; le società che hanno subìto penalizzazioni per illecito sportivo nel biennio 2015-2017 e quelle che hanno avuto penalizzazioni per mancati pagamenti nel triennio 2014-2017, infine le società a cui è stato attribuito nello stesso triennio il titolo sportivo ai sensi dell’art.52, comma 3, delle NOIF. Criteri rigidi anche a livello di infrastrutture, da quest’anno non ci saranno deroghe o trasferimenti in altri Comuni. Chi presenterà la domanda dovrà aggiungere due fideiussioni, una da 300 mila euro per il contributo del ripescaggio e una da 200 mila. In mancanza di 60 società (già siamo a 59), verrà stabilita una classifica con l’alternanza tra squadra di Serie D e squadra retrocessa dalla Lega Pro. La stretta di chiave ha già messo fuori gioco la maggior parte di queste ultime perché su nove squadre solo il Lumezzane ha i requisiti per presentare domanda: Forlì, Lupa Roma, Melfi, Racing Roma, Taranto e Vibonese sono retrocesse dopo essere state ripescate la scorsa estate, l’Ancona è stato penalizzato nella passata stagione per il mancato pagamento degli stipendi e il Tuttocuoio non ha lo stadio a norma nel Comune di appartenenza. Normativa che mette a rischio anche il ripescaggio della Triestina per aver usufruito nell’ultimo triennio di rimanere in Serie D nonostante il fallimento della vecchia società. (Da La Nuova Venezia)

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