Modena-Mestre, porte chiuse anche per i giocatori. L’attesa di Neto Pereira e compagni

Modena-Mestre, porte chiuse anche per i giocatori. L’attesa di Neto Pereira e compagni

Porte chiuse. Non allo stadio Morgagni di Forlì, dove il Modena avrebbe voluto giocare la sua terza gara del campionato, ma al Braglia. Questa volta però l’accesso non sarà off limits solo per i tifosi, ma per tutti. Modena-Mestre non si giocherà, il club canarino perderà 3-0 a tavolino e incasserà un punto di penalizzazione, oltre alla sesta sconfitta in altrettante gare di campionato. Colpa di Antonio Caliendo e della posizione ferrea del Comune di fronte alle sue inadempienze, quelle che hanno portato a revocare la concessione del Braglia al club canarino con sfratto già esecutivo e tempo ormai scaduto per liberare anche uffici, spogliatoi e campi di allenamento. Tutto è già scritto, dopo che anche gli ultimi tentativi sono andati a vuoto: il Modena, dopo aver giocato in deroga a Forlì le prime due partite di campionato, avrebbe dovuto ottenere dalla Commissione criteri infrastrutturali l’ok per giocare stabilmente al Morgagni, avendo indicato in estate il Braglia come proprio impianto casalingo nonostante il Comune avesse già avviato l’iter per lo sfratto. Le tempistiche non lo hanno permesso, anche perché dal Comune di Forlì nel frattempo non è arrivata la licenza d’uso, e così Caliendo farà subire al Modena e ai modenesi anche questa umiliazione. (Da La Gazzetta di Modena)

Nella foto, l’imbarazzo di Neto Pereira e compagni fuori dallo stadio

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