Calori fa e disfa, un’occasione sprecata

Calori fa e disfa, un’occasione sprecata

Conduttore della trasmissione Padova Sport, direttore di padovasport.tv

Un peccato davvero. Piacenza ci lascia l’amaro in bocca perchè poteva essere un trampolino di lancio. Vincere con l’uomo in meno, poi, avrebbe rappresentato un’ulteriore prova di forza. Il messaggio al campionato sarebbe stato chiaro: il Padova c’è e non molla mai, neanche in dieci.

Calori ha impostato molto bene la trasferta in terra piacentina. E’ risultato chiaro, fin dalle prime battute, che l’atteggiamento in campo dei biancoscudati sarebbe stato quello giusto per questo tipo di partite (il rischio di farsi condizionare dall’ultimo posto dell’avversario c’era tutto, soprattutto quando si è reduci da ottime prestazioni). Il vantaggio è arrivato, sull’incursione dalla destra di Crepo (a proposito dello spagnolo, chapeau, un’altra grande prestazione). Poi il pareggio, dopo la maledetta entrata di Legati, fin lì vergine in quanto a erroracci difensivi (ora non più, evidentemente). Succi-gol con una grande iniziativa personale ha riportato il Padova in vantaggio ed è proprio da quel momento che ci sfugge qualcosa su mister Calori: Cappelletti è già in campo dal 5′ della ripresa per Crespo, Vicente va al centro della difesa, in panchina non ci sono altri difensori (perchè Trevisan non è stato convocato?): ma il mister preferisce sostituire Vantaggiato con un altro attaccante, Di Nardo (tra l’altro ancora lontano parente del Totò che conosciamo). Facciamo davvero fatica a capire quella scelta (nell’ultimo editoriale “il coraggio delle scelte” lodavamo Calori proprio per la sua capacità di individuare i giocatori più in forma e responsabilizzarli), dall’esterno appariva ben più logica magari l’entrata in campo di Italiano per un abbottonatissimo 4-4-1: i tre punti finali avrebbero poi giustificato tutto. Il pareggio del Piacenza è arrivato con Cacia, con annesso errore del giovane Cappelletti, e ora siamo qui a morderci le mani. Peccato, peccato peccato, perchè è proprio in queste partite che si costruisce “qualcosa”. A volte le soluzioni più semplici sono anche quelle più efficaci…

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