Cessioni, adesso viene il difficile per Foschi

Cessioni, adesso viene il difficile per Foschi

Conduttore della trasmissione Padova Sport, direttore di padovasport.tv e dell’emittente Prima Free

Si dice che per misurare le capacità di un direttore sportivo bisogna guardare la casella delle cessioni. Tra gli uomini-mercato, specie di questi tempi, la parola d’ordine è solo una: vendere. L’abilità sta tutta nel mantenere la rosa snella, bilanciando in modo organico acquisti e cessioni. Compito affatto semplice, basta dare un’occhiata ai numeri: solo in serie A ci sono 152 giocatori in esubero, frutto di campagne acquisti un po’ troppo “allegre” e di contrattoni firmati con troppa facilità (chi ha un pluriennale a cifre alte, difficilmente accetta di cambiare squadra e ridursi lo stipendio a costo di rimanere in tribuna per tutta la stagione). Sempre più giocatori a fronte di organici che, per necessità, sono sempre più ristretti (le norme favoriscono solo l’utilizzo dei giovanissimi). Problema che tocca, inevitabilmente anche il Padova: dopo aver concluso 11 operazioni in entrata e 3 in uscita (più i giocatori in scadenza e i fine prestito), il ds Foschi è impegnato ora sul fronte delle cessioni: sicuri partenti sono Lewandowsky (Como), Petrassi, Diego Simoes e Filippini, che non sono partiti per il ritiro. Bisognerà trovare una sistemazione che sia di gradimento per tutti. Sul mercato ci sono anche Di Nardo, Raimondi, Giovannini, Gallozzi e Mbakogu. Si punta soprattutto ai prestiti visto che la cessione definitiva è piuttosto complicata, a meno di non svendere completamente il giocatore. Ma si sa che Foschi deve fare i conti anche con un altro aspetto: a Padova i giocatori stanno bene, non è facile convincerli ad accettare altre piazze.

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