Dal Canto, che agonia

Dal Canto, che agonia

Direttore di PadovaSport

Non mi aspettavo davvero un finale del genere. Un calo con il passare delle settimane sempre più evidente, inesorabile. Fino allo stato necrotico attuale. Ora aspettiamo solo che venga staccata la spina, perchè assistere a queste partite fa male. E fa rabbia. Perchè il nostro obiettivo era la serie A: il Padova di quest’anno è stato costruito e pensato per raggiungere la serie A senza passare dagli spareggi. Ora, dopo aver ascoltato conferenze stampa fiume, tanti bla bla, tante giustificazioni e tante banalità, ci ritroviamo con le pive nel sacco. Dal Canto ha avuto, mettiamola così, la fortuna di non aver mai avuto lunghe crisi durante la stagione, il suo Padova ha sempre saputo rialzarsi quando le cose sembravano mettersi male. Questo andamento altalenante lo ha salvato dal possibile esonero, ma nello stesso tempo ha nascosto numerose pecche. Se sali di due gradini, ma poi ne scendi di tre, alla fine ti ritrovi a terra, senza accorgertene. Il Padova quest’anno ha fatto proprio questo cammino, quasi silenziosamente si è ritrovato fuori dai play-off: molti sono stati ammaliati, abbindolati dalle parole del mister e spesso dei giocatori, la verità è sempre rimasta sullo sfondo, il non-gioco di questo Padova non è mai stato oggetto di vera critica. Non è il caso di andare oltre, perchè nonostante la delusione del momento, c’è ancora sempre la speranza che le cose possano cambiare: ce la dà la matematica, e la consapevolezza che spesso il calcio è strano e può mutare destini già scritti. Ora però vedo solo una squadra boccheggiante, un allenatore in completa confusione e una dirigenza che non vede l’ora che cali il sipario. Per la resa dei conti.

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