Di Nardo un eroe, ma i campionati non si vincono con la gratitudine

Di Nardo un eroe, ma i campionati non si vincono con la gratitudine

Conduttore della trasmissione Padova Sport, direttore di padovasport.tv e dell’emittente Prima Free

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Totò Di Nardo non è un giocatore qualsiasi del Padova. E’ uno di quelli che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia di questa centenaria società. Un nome da leggere in fila a tante altre stelle biancoscudate (Scagnellato, Benarrivo, Da Re, Galderisi, Maniero…). E’ normale che la sua possibile cessione faccia un po’ discutere. Oggi, tanto per fare un esempio, il direttivo dei club biancoscudati (l’AICB) ha preso carta e penna e ha scritto a tutte le redazioni sportive locali ribadendo il concetto che “Totò non si tocca”, girando sui forum e leggendo sulle pagine facebook dedicate al Padova la sostanza non cambia, si percepisce l’amore dei tifosi verso questo giocatore: solo pochissimi avallano la sua cessione, quasi tutti lo vorrebbero sempre in campo. Oltre che per l’indubbio contributo in termini di gol, in questi anni trascorsi a Padova, Totò piace perchè ogni volta che scende in campo dimostra un attaccamento alla maglia ormai quasi “obsoleto”, nel senso che fa parte di un calcio sempre più lontano. Siamo tutti d’accordo su questo punto: Di Nardo è stato un giocatore fondamentale e continua a essere prezioso per il Padova. Bisogna però guardare avanti. Se il giocatore non accetta di essere una seconda scelta, dietro a due grandi attaccanti come Succi e Vantaggiato (non due qualsiasi per intenderci), è il momento di voltare pagina. La gratitudine verso un giocatore che ha dato tanto per una squadra non si misura con la fiducia incondizionata dell’allenatore, nel momento di scegliere la formazione. Totò vuole tornare a sentirsi importante, il Padova in questo momento non glielo può garantire. Se le strade si divideranno non è mancanza di riconoscenza da parte della società e neanche smania di protagonismo di Di Nardo, semplicemente è tempo di nuove sfide, per l’uno e per l’altro. Facciamocene tutti una ragione.

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