Dirigenza e giocatori, non si salva nessuno: mai l’Euganeo così “unito”

Dirigenza e giocatori, non si salva nessuno: mai l’Euganeo così “unito”

Direttore di Padova Sport

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Poche volte lo stadio si è ritrovato così unito. L’unico precedente, forse, qualche anno fa contro Dal Canto (ricordate quel Padova-Ascoli terminato con un unico assordante coro: “Asino, asino”?). Ieri, durante il secondo tempo, l’Euganeo si è letteralmente ribellato a quanto stava andando in scena in campo. Una rabbia unanime, che si è levata sotto forma di cori e urla da tutti i settori: tribuna est, tribuna ovest, tribuna Fattori. Il principale bersaglio sulle tribune è stata la dirigenza, con il presidente Penocchio in primis, costretto ad abbandonare la partita prima del fischio finale su suggerimento (ordine) della Digos. Ma il tifo biancoscudato ha riversato tutta la propria rabbia, frustrazione, delusione anche dopo la partita, tramite social network e blog. Non c’è solo la dirigenza nel mirino, anche i giocatori: leoni fuori dal campo, con delegazioni e ultimatum, ma irriconoscibili e svogliati durante i 90 minuti di gioco. Anche gli intoccabili (fino a qualche mese fa) sono stati oggetto di critiche feroci: come Matias Cuffa (basta dare un’occhiata alla nostra pagina facebook). Si può perdere, si può anche lottare per la salvezza, ma farsi umiliare in questo modo no. Vedere il Carpi rallentare il gioco verso la fine della partita per non infierire, è pesante da sopportare. Giocatori e dirigenza, senza esclusi, state calpestando la storia pluricentenaria di questo club. 

Ora si ripartirà con un nuovo allenatore, è l’ultima spiaggia: resettiamo tutto e cerchiamo di ricreare un clima sereno attorno alla squadra. E’ difficile, lo so, ma conviene a tutti: non c’è scelta. Non voglio credere che Penocchio & C. abbiano qualche interesse a retrocedere, penso piuttosto che sia arrivato il momento di ammettere le proprie colpe, spiegare quali sono le finalità e gli interessi dietro a questa esperienza calcistica e magari aprire la porta a chi ha già dimostrato di voler dare una mano concretamente al Padova. Altrimenti vale tutto, valgono anche le ipotesi peggiori e più maligne: ovvero che da Brescia è arrivato un imprenditore che sulla passione di un’intera città vuole lucrare, spremere e poi… tanti saluti!

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