EDITORIALE/ Nuovo stadio sostenibile? Dipende da cosa sorgerà attorno

EDITORIALE/ Nuovo stadio sostenibile? Dipende da cosa sorgerà attorno

di Stefano Viafora

Cento milioni di investimento e tre anni di lavori per dare alla luce un impianto da 16500 posti a sedere, con annesso “Padovanello” e sede societaria. Non manca anche il ristorante con vista campo, almeno stando all’ennesimo rendering dato in pasto a stampa e tifosi per sognare un po’.
Pur nutrendo grande fiducia sulle capacità imprenditoriali di Roberto Bonetto, uno che finora ha sbagliato molto poco nel calcio e nelle sue attività, preferirei non vedere più disegnini e modelli in 3D di quella che potrebbe essere la futura casa del Calcio Padova. Troppi ne sono girati in questi anni, dei più disparati, ci siamo sempre illusi per poi tornare sempre a testa bassa nel vecchio Euganeo con la sua pista e le distanze siderali tra tribune e campo. Aggiungiamo anche la strana diffidenza, almeno a parole, del socio Joseph Oughourlian ed ecco che il regalo di Natale (passato da 70 a 100 milioni) mi sembra ancora una splendida chimera. Dall’incontro di martedì a Palazzo Moroni non è emerso niente di nuovo, se non la presenza fisica dei professionisti che seguiranno il progetto e qualche dettaglio in più (12 Sky Box, un ristorante, il museo e il negozio integrati, copertura con fotovoltaico, porticato esterno con negozi e bar). Sono piuttosto convinto che manchi ancora la chiave di volta di tutto il progetto. Un impianto del genere a Padova, che non ha un seguito abnorme attorno alla squadra di calcio rispetto ad altre città che ospitano stadi così concepiti, non può permettersi di prescindere dalla vendita alimentare, vera macchina da soldi per l’intera settimana e non solo per i giorni delle partite. Quando non c’è la partita, chi va in un’area commerciale monotematica? In una zona, tra l’altro, non proprio comoda da raggiungere. Non è escluso che l’amministrazione comunale da qui a maggio possa ammorbidirsi sulla posizione di assoluto veto verso il commerciale alimentare (tra l’altro verso il centro città sorgeranno presto altri supermercati, perchè a questo punto non farlo anche vicino all’Euganeo?). A quel punto, uno degli attuali sponsor del settore giovanile, Alì Supermercati, potrebbe essere interessato a investire nel progetto. Anche se attualmente i terreni attorno all’Euganeo sembrano il tabellone del Risiko, ben distribuiti tra Pam, Famila e la stessa Alì…

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