Errori tecnici e gestione poco oculata, ecco spiegato il disavanzo

Errori tecnici e gestione poco oculata, ecco spiegato il disavanzo

Direttore di PadovaSport.tv

In attesa di capire dove porterà l’inchiesta della Finanza, che sta indagando sui rapporti oscuri tra Parma e Padova dopo l’insediamento a luglio della nuova proprietà (inchiesta che potrebbe estendersi anche alle stagioni precedenti, quando l’uomo dei conti al Padova era Luca Baraldi), chiediamoci intanto come sia possibile creare 3,7 milioni di disavanzo in appena dieci mesi di esecizio e con una massiccia sponsorizzazione. La cifra è stata riportata da Il Mattino, in attesa di ulteriori conferme, prendiamo per buona la rivelazione dei colleghi del quotidiano. Il Padova quest’anno ha potuto contare su 9 milioni circa di contributi, tra la pubblicità (Famila compresa) e gli introiti derivanti dalla Lega (compresa la valorizzazione degli under), ne ha spesi però circa 12. E’ evidente che gli errori tecnici commessi, frutto soprattutto di inesperienza e incompetenza, hanno influito fin troppo sul budget. Per errori tecnici intendiamo il doppio ds in estate, i tre allenatori (con collaboratori annessi) da pagare (Marcolin, Mutti, Serena), la rivoluzione sul mercato invernale. In un contesto del genere è normale che i costi lievitino all’impazzata. Aggiungiamo una gestione non proprio oculatissima: va bene risparmiare sulla Primavera con i panini, ma perchè non adottare la stessa linea ed essere coerenti anche per altri aspetti? E’ proprio necessario far alloggiare per un anno intero, ad esempio, propri tesserati e dirigenti in un albergo a cinque stelle? E’ necessario pagare uno stipendio a una responsabile della comunicazione quasi sempre assente (nel caso di Elisa Penocchio, bravissima persona, ma quante ore ha passato in sede?), o allo stesso presidente (niente di scandaloso, ma volendo risparmiare… si poteva evitare). Gli stipendi di Marco e Andrea Valentini superano i 100.000 euro annui a testa, non certo in linea con la (chiamiamola così) filosofia dei panini. Per non parlare dello stipendio di Tommaso Rocchi, decisamente troppo alto in rapporto al suo utilizzo (sei mesi) e all’età avanzata. Così si fa presto ad arrivare a 12 milioni. Ora serve invertire completamente la rotta per non rischiare il tracollo: abbiamo capito che dietro al Padova non c’è certo un magnate, ma se si vuole sopravvivere bisogna fare i conti con le risorse a disposizione, solo con quelle.

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