Foschi, la volpe e l’uva

Foschi, la volpe e l’uva

Conduttore della trasmissione Padova Sport, direttore di padovasport.tv e dell’emittente Prima Free

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Piccola postilla all’editoriale di commento del mercato del Padova (così rispondo ad un paio di tifosi che mi hanno scritto oggi):

Foschi stamattina è tornato sulla convulsa ultima giorna del Quark, ribadendo di essere “stracontento” (cit. testuale) per come sono andate le cose. Ebbene, qualcuno in sala stampa ha alzato la mano facendo notare che, forse, poteva andare ancora meglio. Apriti cielo. Il termometro della stanza si è alzato, come pure il tono della conversazione. Poco più tardi, nuovo sfogo di Foschi con un altro giornalista reo di aver sottolineato l’insofferenza di Italiano. Del carattere del ds è già stato detto tutto (gli si perdona qualche “sclero” di troppo, anche se dovrebbe contenersi un po’, in fondo si parla di calcio…), ma a sentire frasi come quelle di oggi viene in mente la favola della volpe e l’uva. Foschi sa bene cosa serviva al Padova, sapeva qual era il primo obiettivo. Se si voleva intervenire in modo chirurgico per curare i mali del Padova bisognava prendere un giocatore con delle caratteristiche ben precise: un centrocampista bravo a difendere ma anche ad impostare (appunto uno come Guana, per stessa ammissione di Foschi rincorso fino all’ultimo), uno che sappia unire le doti di Jidayi a quelle di Italiano. Esitono, sì, questi giocatori. Ma bisogna essere bravi a prenderli. Foschi ci ha provato fino all’ultimo e non ci è riuscito. Ha portato Hochstrasser, un potenziale campione, ma non era quella la zona del campo da sistemare con più urgenza. La squadra rimane altamente competitiva per carità, ma non si dica che è stato un mercato di riparazione trionfale…

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