Il pagellone della stagione: tutti i voti ai protagonisti

Il pagellone della stagione: tutti i voti ai protagonisti

Conduttore della trasmissione Padova Sport, direttore di padovasport.tv e dell’emittente Prima Free

DAL CANTO 9: Prende la squadra in un momento topico della stagione, a un passo dal baratro e in piena crisi d’identità. Capisce tutto e trova i rimedi giusti fin da subito. Adotta un sistema di gioco ben definito (il 4-3-3) e si affida a 11-12 titolari, cambiando pochissimo nel corso delle giornate successive. Rispolvera Italiano consegnandogli la fascia di capitano e la licenza di leader indiscusso, trova la posizione ideale per far esplodere il talento di El Shaarawy che sotto la sua guida si scopre anche goleador. Peccato per gli ultimi 90 minuti, ma il suo resta comunque un capolavoro. Se poi si considera che era alla sua prima panchina…

CALORI 5: Ottimo inizio di stagione, poi perde la bussola quando deve re-inventarsi una squadra senza Succi, Di Gennaro e Vantaggiato. Si cristallizza sul suo 4-3-1-2, poi sperimenta qualche variazione con pessimi risultati. Un’occasione persa per la sua carriera, ma è giovane e avrà tempo per rifarsi.

FOSCHI 8,5:  Doveva essere la stagione del suo rilancio, dopo alcune esperienze poco felici. Così è stato. In estate si affida a Calori e costruisce una squadra che entusiasma fin dalle prime giornate, trascinata da un Succi superlativo. A gennaio Calori va in crisi, complici anche gli infortuni di alcuni uomini chiave, il diesse però, ha l’intuizione-Dal Canto (sarà proprio il tecnico castellano, dopo Torino-Padova 0-2, a ringraziare Foschi per la fiducia). Porta a Padova Succi, Di Gennaro, Crespo, Legati, De Paula, El Shaarawy, sbaglia poco (Portin e Hochstrasser, ma lo svizzero, fu detto subito, era stato preso in prova). Per tutta la stagione fa da scudo alla squadra, mantenendo i giocatori sotto una campana di vetro e cercando in tutti i modi (ma proprio tutti…) di non far trapelare malumori e dissidi interni. E’ un autentico terremoto, il carattere focoso e aggressivo lo fa scontrare spesso con la stampa, ma riesce in un compito che a Padova non era riuscito a nessuno: il rispetto dei ruoli all’interno della società, a costo di litigare anche con la propria dirigenza.

CANO 8: Doveva essere la seconda scelta, alle spalle di Agliardi. Ha saputo riconquistarsi il posto da titolare e farsi amare dai compagni di squadra e dal pubblico. Persona eccezionale, mai sopra le righe, ha dimostrato di essere la vera bandiera di questo Padova. In campo, specie nel finale di stagione, è risultato decisivo.

AGLIARDI 6: E’ stato soprattutto sfortunato: buona prima parte di stagione, poi l’infortunio in allenamento e le buone prestazioni del collega lo hanno relegato alla panchina.

CESAR 6,5: Per gran parte della stagione risulta affidabile e sicuro, peccato che certi black-out risultino fatali: a Grosseto come a Novara, nell’ultima partita decisiva. Soffre gli attaccanti veloci e spesso cerca di aiutarsi con mestiere. In ogni caso, sulla bilancia, pesano più le cose positive.

LEGATI 8: Ecco un altro vero artefice della splendida cavalcata finale. Centrale di grande potenzialità, acquisto eccellente per la difesa che deve essere assolutamente riconfermato. Un gladiatore, ci ha creduto fino all’ultimo annullando fior fiori di attaccanti.

RENZETTI 6,5: Media tra una prima parte di campionato insufficiente e un girone di ritorno, specie con Dal Canto in panchina, strepitoso. E’ tornato ai livelli dello scorso anno, mettendo in luce grandi potenzialità.

CRESPO 8: Che meraviglia lo spagnolo! Un mese o poco più per ambientarsi nel campionato italiano, poi è stato un autentico crescendo. Terzino sontuoso, abile ugualmente in fase propositiva che in quella difensiva. Nella sua carriera ha marcato grandi campioni della Liga, in serie B ha fatto letteralmente la differenza. Genialata di Foschi. Sarà difficile trattenerlo.

BOVO 6: Uno dei senatori della squadra, fondamentale a livello di spogliatoio. Poco appariscente in campo, ma efficace. Affonda con tutta la squadra nel periodo Calori, successivamente risulta più brillante. E’ tra i giocatori più utilizzati nel corso del campionato.

ITALIANO 7: Calori lo mette in castigo senza motivo, facendogli passare avanti prima Vicente, poi dopo l’infortunio del brasiliano, anche Jidayi e Ronaldo. Con Dal Canto torna a splendere, risultando uno dei trascinatori della squadra. Ha dimostrato di avere ancora tanto da dare, nonostante l’età.

CUFFA 6,5: Parte male, infila una serie di prestazioni negative che lo scoraggiano ulteriormente. Con l’arrivo di Dal Canto è un altro dei resuscitati: segna gol pesanti e torna il Cabezon dell’anno passato.

DI GENNARO 7: Altra intuizione di Foschi, il gioiello di scuola Milan finche sta in campo fa meraviglie. I continui infortuni l’hanno messo k.o., e non è la sua prima stagione segnata in questo senso… Bello ma fragile.

JIDAYI 6: Con Calori diventa regista, senza sfigurare. I suoi muscoli in mezzo al campo risultato spesso decisivi. Votato al sacrificio, va considerato prezioso come jolly di centrocampo. L’infortunio gli nega la parte più bella della stagione.

VICENTE 6,5: Arriva da perfetto sconosciuto, mostrando il suo talento nella prima parte del campionato. Ha buoni piedi, ma sa difendere bene. Può diventare una sorta di Pirlo se dovesse far fiorire le sue qualità: il Padova potrebbe investirci su.

DI NARDO 5,5: Da eroe di Busto, a vera e propria incognita. Termina il campionato senza aver mai segnato, ma è anche vero che gioca poco sia con Calori che con Dal Canto. Forse è arrivato il momento di fare un passo indietro, in Lega Pro può ancora fare sfracelli.

DE PAULA 7: Accolto da scetticismo e, dopo le prime partite, subissato di fischi. Perde un po’ la fiducia, sbagliando nettamente l’approccio alle prime gare. Ma esce alla distanza, mettendo in mostra le sue qualità: atleta eccellente, dotato di un sinistro fenomenale. A Padova ha scoperto di valere molto di più da esterno di attacco, piuttosto che da punta.

VANTAGGIATO 6,5: C’è un dato che non si discute, i suoi 11 gol. Ma il campionato del Torello è rovinato dagli infortuni muscolari e dal pessimo carattere che lo porta a scendere in campo spesso troppo nervoso (anche con i compagni), o a litigare con chi lo paga (leggi Cestaro).

SUCCI 8: Strepitoso finche sta in campo, autentico bomber con un carattere estremamente determinato. In spogliatoio la sua fame di vittorie è quasi contagiosa, i compagni lo eleggono subito leader. Poi il patatrac a Novara… chissà dove saremmo ora se non fosse uscito di scena.

ARDEMAGNI 5,5: Aveva il compito (difficile) di sostituire Succi, portando in dote i 22 gol di Cittadella. A Padova però non convince, segnando solo a Pescara (doppietta) e contro l’Ascoli. Si specializza nel lavoro di sponda e dimostra di saper sfruttare bene il suo possente fisico, ma da lui ci si aspettavano soprattutto i gol.

EL SHAARAWY 8,5: Mezzo voto in più rispetto agli altri big per la sua carta d’identità che dice “classe 1992”. Doveva venira a Padova a farsi le ossa e invece ha dimostrato di essere già maturo per palcoscenici più prestigiosi. Ha qualità immense che ha saputo mettere al servizio della squadra, oltretutto ha dimostrato di avere una maturità di testa fuori dal comune per la sua età (avete presente Balotelli? Ecco, l’opposto). Merito anche di chi gli sta vicino, il padre Sabri e la famiglia innanzitutto, ma anche lo staff del Padova, che lo ha seguito e lo ha fatto crescere in questa splendida stagione.

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