IL VULCANO FOSCHI A PADOVA

IL VULCANO FOSCHI A PADOVA

Conduttore della trasmissione Padova Sport, direttore di padovasport.tv

Chi lo conosce bene dice che per capire l’umore di Foschi bisogna guardargli i capelli (i pochi rimasti): se stanno giù significa che è tranquillo e disponibile al dialogo. Al contrario se sono alzati, meglio stargli alla larga. Lunatico, passionale, schietto ma anche grandissimo conoscitore del calcio italiano, il prossimo direttore sportivo del Padova non sarà certo un uomo da “dietro le quinte”, come si definivano invece due dei suoi predecessori (Tosi e Favero). Dimenticate anche Meluso e De Franceschi: Rino Foschi è un autentico vulcano, sempre in prima linea e pronto a far battaglia con tutti. Il suo curriculum è costellato tanto da successi quanto da leggende ed episodi curiosi, legati al suo particolare carattere. Partiamo da questi, poi vi racconteremo anche dei suoi grandi meriti. Difficile vederlo piegare la testa anche con il proprio datore di lavoro: è già un cult infatti il suo schiaffo a Zamparini, dopo che il patron del Palermo aveva alzato la voce per cacciare Del Neri. Finirono per mettersi le mani addosso. Innumerevoli anche le liti con la stampa: ai giornalisti non graditi Foschi è solito togliere la parola, mettendo in atto il cosiddetto “silenzio stampa personalizzato”, a seconda della persona. Diede del “deficiente” all’amministratore delegato del Palermo, Rinaldo Sagramola, senza mai scusarsi. L’amicizia con Flavio Briatore lo portò anche a far da tramite per un interessamento dell’ex manager della F1 verso la società rosanero, ma non se ne fece nulla.

Un sanguigno certo, ma anche, come dicevamo, un profondo conoscitore del calcio, in tutte le sue sfaccettature: dalla burocrazia del pallone, alle strategie di mercato, dal rapporto personale con i giocatori, a quello con i tanti colleghi e procuratori (Pantaleo Corvino, Tinti e Moggi in particolare). Nato a Cesena l’11 luglio del ’46, si può dire che abbia girato l’Italia in lungo e in largo, da Messina a Trento passando per piazze prestigiose come Palermo, Genoa, Verona e Torino. Lunghissima la lista di giocatori da lui scoperti e lanciati nel calcio che conta: da Brocchi, Italiano (lo ritroverà qui a Padova), Frey, Mutu, Gilardino, Camoranesi, Adailton ai tempi del Verona a Milito (fu tra i primi a caldeggiare il suo acquisto grazie ai buoni rapporti con il Zaragozza), Grosso, Zaccardo e Toni. Manda di continuo carezze al suo amico fraterno Luciano Moggi: “il calcio lo avete chiamato Moggiopoli…ma Moggi ha solo avuto l’accuratezza di essere un dirigente colto e di difendersi come sto facendo in questo momento” ha detto di recente, il quale (Moggi) gli risponde per le rime: “Tu sei pupillo mio. Io le persone non le tradisco mai”.

Non nascondiamo che c’è curiosità da parte nostra di vederlo all’opera. Un personaggio così era quello che serviva a Padova. Rimane un piccolo dubbio: riuscirà a convivere Rino Foschi con il Cavalier Marcello Cestaro?

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