La cattiva strada

La cattiva strada

Direttore di PadovaSport

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Niente miracolo, nessuna rinascita. Il verdetto del Biondi è impietoso: al momento siamo una squadra che farà molta fatica a salvarsi. Ci sono varie tipologie di avversari in B, ieri siamo stati battuti da una squadra che, pur non avendo nomi di spicco, è in grado di mantenere alta la concentrazione fino alla fine, undici giocatori che lottano fino all’ultimo minuto, capaci di trasformare in oro anche la palla più “sporca” e magari vincere di misura grazie a uno schema su palla inattiva, provato e riprovato in allenamento. Settimo k.o. in dieci gare: questi siamo oggi. Non siamo dei fenomeni questo è ormai chiaro, ma non possiamo permetterci il lusso di distrazioni o leggerezze come quella di ieri, cali di concentrazione oppure errori di valutazione (vedi Colombi) che, puntualmente, paghiamo cari. Anche perchè, al momento, non siamo in grado di rimediare, non abbiamo giocatori là davanti che segnano con continuità, facciamo fatica a creare occasioni da goal. C’è da sperare che la squadra continui a fare punti all’Euganeo, in questo modo, tra alti e bassi, possiamo costruire mattone su mattone la nostra salvezzza. Ma è una strada irta di ostacoli. L’importante è che, mia considerazione personale, si smetta a ogni sconfitta di lanciare frecciate, esplicite o implicite, all’arbitro di turno (ieri Mutti ha sottolineato in sala stampa che la punizione di Mammarella da cui è scaturito il gol era inesistente), altrimenti oltre a perdenti diventiamo pure antipatici (la cattiva strada, quella che ci porta dritti in Lega Pro). Dirigenza e allenatore pensino solamente a uscire da questa situazione: dei sette punti in classifica siamo gli unici responsabili. 

 

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