Padova, promossi e bocciati: la pagella della stagione

Padova, promossi e bocciati: la pagella della stagione

Direttore di PadovaSport

Le nostre pagelle, al termine del campionato, ai giocatori, allo staff tecnico e al presidente:

Anania 6,5: Arriva per sostituire Pelizzoli in un clima di scetticismo generale. Conquista la fiducia di pubblico e allenatore, fino al momento in cui i dirigenti gli preferiscono Silvestri per un preciso tornaconto economico. Comportamento encomiabile: mai una protesta nonostante questi ultimi mesi passati, mestamente, in tribuna.

Silvestri 6,5: Viene chiamato in causa per sostituire Anania, inzialmente infortunato. Nonostante la giovane età si rende protagonista di ottime prestazioni, seminando però qua e là qualche errore, anche grave (Cesena). La sensazione è che un altro anno in B gli farebbe bene, magari ancora in biancoscudato.

Feltscher, Franco: s.v. Il venezuelano fatica a trovare spazio sia con Pea che con Colomba, che pure lo aveva già allenato a Parma. Il terzino sinistro è chiuso dalla presenza inamovibile di Renzetti. Entrambi cambiano maglia a gennaio.

Rispoli 6,5: Terzino fludificante dotato di grandi doti fisiche, perfetto per il modulo di Pea. Per un breve periodo della stagione viene accantonato per lascare spazio a Legati, poi riconquista il posto da titolare grazie a una serie di prestazioni molto convincenti. Potrebbe essere una pedina importante da cui ripartire

Piccinni 6: Vive il suo momento di gloria nella parentesi di Colomba. Il tecnico grossetano lo schiera terzino sinistro nel suo classico 4-4-2, e lui non demerita affatto risultando anzi tra le poche piacevoli sorprese di quella fase del campionato.

Trevisan 6: Tra alti e bassi, la media è sicuramente sufficiente per un difensore che ormai ha trovato la sua giusta dimensione in questa categoria. Ribadiamo comunque quanto già espresso in passato: non ha il carisma del capitano.

Legati 6: Gioca da centrale e da esterno destro, anche in questo caso il suo voto è frutto di una media ben ponderata tra prestazioni molto convincenti e qualche errore seminato qua e là. Entra nel novero dei biancoscudati doc raggiungendo le cento presenze.

Piccioni 6,5: Baluardo invalicabile nella prima parte del campionato, mette esperienza e professionalità al servizio della squadra. Poi infortuni e (discutibili) scelte societarie lo lasciano in disparte.

Cionek 6: Parte tra i consensi generali e gli applausi, formando con Trevisan e Piccioni un terzetto difensivo granitico. Cala vistosamente nel girone di ritorno, complici anche alcuni (misteriosi) infortuni muscolari.

Renzetti 6: Perfettamente a suo agio nel 3-5-2 disegnato da Pea, prima di cominciare l’odissea con Colomba (finendo addirittura interno di centrocampo!). Stagione senza acuti, ma sicuramente sufficiente. Rinnovo ancora in bilico, la sensazione è che ci sia già l’accordo con un altro club. 

Dellafiore 5: Schierato difensore centrale, ma anche terzino (destro e sinistro). Ci si aspettava indubbialmente di più da uno con il suo curriculum.

Jelenic 6: Dimenticato nella prima parte del campionato, viene rispolverato da Colomba e poi utilizzato anche da Pea, al ritorno in panchina. Inutile da trequartista, convince di più nel ruolo di esterno.

Gallozzi s.v.: Viene utilizzato poco, chiuso nel suo reparto da una folta concorrenza.

De Vitis 5: Fa parte del pacchetto-Parma, nel bilancio generale la sua comparsata in biancoscudato lascia poche tracce. Non lo riteniamo, al momento, un giocatore da Padova.

Cuffa 7: Voto alto per il suo spirito di sacrificio e attaccamento alla maglia sempre a disposizione della squadra: è un motivatore sia in campo (dove oltretutto risolve alcune partite) che fuori da infortunato.

Viviani 5: Un solo acuto, la doppietta all’Empoli. Approccio alla categoria completamente sballato, bocciatura senza appelli.

Iori 7: Acquisto di spesssore dal mercato di gennaio. Alza il tasso tecnico della squadra, piedi buoni e testa da professionista. Può diventare il nostro Pirlo.

De Feudis 6,5: Altro innesto top, mediano di sostanza e grande esperienza. Da trattenere assolutamente.

Galli 5: Utilizzato con una certa continuità nel girone d’andata, sparisce poi con l’incedere delle giornate di campionato. Stesso discorso per De Vitis: “regalato” dal Parma, ma non ancora all’altezza della sitauzione.

Ze Eduardo 7: Impressionante la crescita nell’arco della stagione. Centrocampista moderno di contenimento ma dotato di buoni piedi, con i tempi giusti negli inserimenti e con la capacità di “vedere” bene la porta.

Nwankwo s.v.: Difficile da valutare, una manciata di presenze più per emergenza che per scelta. Sicuramente una parentesi deludente quella di Padova.

Babacar 5: Gli vengono concesse numerose chanches per dimostrare il proprio valore, ma l’attaccante senegalese non convince mai fino in fondo. Bottino misero: un solo gol in sedici presenze. Forse si può ritrovare in una piazza con meno pressioni.

Granoche 5: Utilizzato con pervicacia da Pea nella prima parte del campionato, l’uruguaiano non ricambia la fiducia. Pochi gol, prestazioni al limite della sufficienza. A gennaio cambia maglia.

Bonazzoli 7: Mezzo voto in più per aver trovato piuttosto in fretta condizione e gol. Da valutare con attenzione se è il caso di rinnovare il contratto (ha l’opzione per un altro anno): l’età comincia ad essere un problema.

Cutolo 6,5: O lo ami o lo odi, lezioso e “ripetitivo” palla al piede, capace però di cambiare da solo il volto di una partita. Dalla sua ci sono i numeri, dodici gol sono un bel bottino.

Vantaggiato s.v.: Torna in campo dopo la squalifica del calcioscommesse e vorrebbe fare sfracelli. In questa stagione però ricorderemo di lui soltanto il rigore sbagliato e i numerosi infortuni.

Farias 6: Devastante nella prima parte del campionato, inqualificabile nella seconda. Forse distratto dalle voci di mercato. Crediamo che un altro anno in B potrebbe fargli bene.

Raimondi 6: Gioca con il contagocce, ma i suoi gol last minute passeranno alla storia.

Pea 6,5: Gli viene consegnata una squadra giovane con l’obiettivo di fare un campionato di transizione. I numeri fino all’esonero sono dalla sua parte (28 punti in 19 partite), ma paga il rapporto non idilliaco con la dirigenza, deterioratosi con l’avvicinarsi del calciomercato invernale. Al suo ritorno ritrova una squadra giù di morale e una classifica pericolante, centrando l’obiettivo minimo della salvezza. Grande professionista, paga forse oltremodo il rapporto schietto e forse troppo “freddo” con i suoi giocatori.

Colomba 4: Punta sull’autogestione, cercando di impostare un rapporto diverso con i giocatori, più rilassato indubbiamente. Ma se il gruppo non è abbastanza consolidato e se mancano giocatori di carattere, può trasformarsi in una scelta deleteria. Tatticamente va subito in confusione cercando da una parte di accontentare il presidente, dall’altra di dare una forma e una fisionomia alla squadra, senza mai trovarla.

Baraldi-Salvatori 5,5: Discutibile la scelta di puntare su un numero così alto di giocatori presi dalla stessa società (ma dov’è lo scouting, la progettualità?), anche se va detto che la squadra in estate è costruita secondo le linee guida della proprietà (più prestiti e meno ingaggi onerosi). La barca affonda soltanto dopo l’esonero di Pea e l’arrivo di Colomba e nonostante due ottimi acquisti dal mercato di gennaio, De Feudis e Iori (a cui va aggiunto anche Bonazzoli acquistato in precedenza). Contestabile la poca trasparenza, e, riguardo Baraldi, il lavoro ai fianchi del presidente per mettere in cattiva luce l’operato di Pea. Non certo il modo migliore per fare squadra.

Cestaro 4: L’ambizione, la fretta, la poca competenza, i troppi consigli dai troppi consiglieri, il carattere fumantino: un mix che come ogni anno porta più danni che benefici.

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