Quelle frasi stantìe sugli arbitri

Quelle frasi stantìe sugli arbitri

L’inutile chiacchiericcio post partita su presunti errori, torti o addirittura complotti. Padova e Cittadella non sono da meno

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Rieccolo il carosello delle frasi fatte sugli arbitraggi, gli sproloqui su rigori negati o fuorigiochi non visti. Avete presente quelle conferenze stampa che iniziano con: “Io non parlo mai degli arbitri ma…” oppure “Voi mi conoscete, non mi lamento mai della direzione di gara ma…”. Però lo stanno facendo, proprio in quel momento. Nel week-end appena concluso Pillon e Venturato si sono lamentati dell’arbitraggio. Basta, basta! Personalmente lo trovo nauseante. Allenatori, tutti, che parlano dell’arbitro. Non di tattica, di cambi, di atteggiamento, di scelte tecniche, di errori individuali. Parlano dell’arbitro. Tutti eh, non solo Pillon e Venturato. Nel nostro girone da Gregucci (Alessandria), a Facciolo (Albinoleffe), da Mastropasqua (Pro Patria) a Diana (Feralpi), tutti hanno qualcosa da ridire, nessuno mai ammetterà che sulla bilancia pesano più gli errori dell’arbitro a favore, piuttosto di quelli contro. Errori degli arbitri ci sono e ci saranno, ci sono quelli più preparati e quelli meno, che distribuiscono un po’ di qua e un po’ di là sviste, cartellini, fuorigiochi, falli in area (l’unica cosa che personalmente non mi piace degli arbitri è che parlano poco, qualcuno dovrebbe scendere dal piedistallo). Poi ci sono pure gli invasati che pensano di essere al centro di una nuova personale Calciopoli, ma nessuno si rende conto che delle sorti calcistiche del Padova, del Cittadella, dell’Alessandria, della Feralpi o della Pro Piacenza non frega nulla a nessuno nel cosiddetto “Palazzo”. I poteri forti stanno altrove, i dubbi facciamoceli semmai venire quando siederemo al tavolo dei grandi (vedi serie A). All’intervallo di Cittadella-Bassano ho scambiato qualche parola con Renzo Rosso, importunandolo ancora una volta sulle tante richieste che gli arrivano dal mondo del calcio. Mi ha detto che così com’è questo calcio non gli piace, uno sport in cui si fanno diventare protagonisti gli arbitri. Dice che si diverte di più con le sue aziende e che il figlio Stefano ha molta più pazienza di lui. Ha ragione. L’ennesima conferma è arrivata 45 minuti dopo in sala stampa, dove Venturato (eccellente il suo lavoro quest’anno, a scanso di equivoci) avrebbe fatto decisamente meglio a dire: “Abbiamo perso meritatamente, dopo 11 vittorie consecutive ci può anche stare”. Pillon uguale. E invece dobbiamo sorbirci le solite frasi stantìe.

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