QUESTO E’ MASOCHISMO

QUESTO E’ MASOCHISMO

A volte si ha davvero la sensazione che il presidente Cestaro voglia rovinarsi con le sue stesse mani. Poi ci pensi un attimo, accantoni questa prima impressione, e ti viene in mente la realtà: il “signor Famila” , per quanto persona valente, non ha ancora capito dopo quasi dieci anni come funziona il mondo del calcio. Alcuni suoi colleghi entrati come lui per la prima volta nel mondo del calcio, hanno lasciato dopo molto meno oppure hanno avuto successo. Lui no, si è incaponito e procede per la sua strada.

Si può discutere sul fatto che Nello Di Costanzo fosse o meno l’allenatore giusto per il Padova dopo l’esonero di Sabatini, ma se lo scegli in prima persona sconfessando i tuoi collaboratori (pagati, a quanto pare, per assecondare e non per decidere), dovresti essere anche il primo a sottolineare i suoi meriti (ce ne sono, i numeri sono dalla sua parte). Nello non avrà fatto miracoli in queste dieci partite, ma ha fatto meglio del disastroso primo Sabatini. Invece Cestaro sabato mattina ha esonerato il suo “pupillo” senza neanche parlarci direttamente (terribile…), ma delegando De Franceschi. Improvvisazione, incoerenza, incapacità… vengono in mente un sacco di parole con la “i”. Ripetute più volte anche ieri sera in diretta nazionale nel corso di Speciale Serie B, su Sport Italia, dal giornalista Alfredo Pedullà, che ha ribadito come, arrivati in serie B, non si può più improvvisare.

Ora, c’è un’altra possibile lettura di quanto successo ieri. Di Costanzo non è mai sembrato godere di grande feeling con De Franceschi e Sottovia, proprio per l’imposizione iniziale del suo nome da parte del presidente. Vi ricordate di quella frase pronunciata da Di Costanzo dopo la partita con il Mantova? “Forse qualcuno sarà contento che abbiamo perso” disse l’ex tecnico biancoscudato, senza fornire ulteriori spiegazioni. Ebbene quell’esternazione, alle luce dei fatti di ieri, andrebbe re-interpretata. Il brutto pareggio di Salerno potrebbe aver suggerito a qualcuno di cogliere la palla al balzo e “convincere” il presidente (aggiungendoci anche l’esclusione di Bovo e qualche malumore all’interno dello spogliatoio) a cacciare l’allenatore sgradito.

Non ci resta che augurare a Sabatini (considerato dalla società alla stregua di un amuleto portafortuna!) di ripetere il miracolo dell’anno scorso, nella speranza che questo suo periodo di meditazione forzato sia servito a qualcosa…

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