Serena, serve un miracolo

Serena, serve un miracolo

Direttore di Padova Sport

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A Michele Serena viene da dire che si è preso una bella gatta da pelare. Il tecnico veneziano rappresenta l’ultima spiaggia, il capitano a cui è stato affidato il compito, una missione impossibile come ha definito qualcuno, di portare a destinazione una nave disastrata, che fa acqua da tutte le parti, in un mare in tempesta e tra mille avversità (vedi qualche arbitraggio oltremodo severo, come quello di Pairetto junior). Questo è il Padova oggi. A mio avviso si è sprecata l’occasione del mercato di riparazione, con una seconda campagna acquisti che ha rivoluzionato ma non migliorato la squadra. Errore madornale è stato anche quello di aspettare la fine del mercato per mandare via Bortolo Mutti. Va ricreato da zero un gruppo, riassemblata una squadra, bisogna “aspettare” chi non ha ancora il minutaggio giusto nelle gambe. Serena infatti si trova a dover fare i conti con giocatori non ancora pronti: in conferenza stampa, alla vigilia della sua prima partita, ha detto molto elegantemente, senza voler accusare nessuno, che avrebbe messo in campo giocatori pronti per i 90 minuti. Nella formazione di Palermo non c’erano nè Kelic, nè Vinicius tanto per fare un esempio. Si è cercato a lungo Battocchio, è arrivato (con tutto il rispetto) La Camera. Sono stati messi fuori rosa Modesto e Laczko, per fare posto a Di Matteo (dalla Lega Pro) e Vinicius (ma è un terzino?). Insomma porte scorrevoli, acquisti e cessioni in quantità che non hanno spostato minimamente gli equilibri. L’unico innesto che poteva fare la differenza poteva essere un centravanti (visto che abbiamo l’attacco peggiore…), ma in quel senso si era già operato a novembre con Rocchi e si sarebbe dovuto smuovere Vantaggiato (impossibile): ora sono loro due che dovrebbero garantire i gol del Padova. Da Rocchi aspettiamoci qualche bella giocata, ma non certo gol a raffica (sono in pochi che a 36 anni fanno la differenza), così come da Vantaggiato, che sembra non segnare neppure sotto tortura. Con questi giocatori dobbiamo vincere almeno dieci partite su diciotto. Con match già da ultima spiaggia come Padova-Novara, dove non c’è altra scelta che fare tre punti. I tifosi lo hanno capito e sosterranno la squadra, noi tutti siamo con Serena. Ora tocca a loro salvare il Padova da un’umiliante retrocessione.

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