Una parata che cambia la vita

Una parata che cambia la vita

Direttore di PadovaSport

Sembra che il vento sia cambiato. Prendete quella magnifica parata di Colombi su Calil, al settimo della ripresa: un episodio che poteva affossarci, se non fosse stato per i riflessi del nostro giovane portiere. Da lì invece è scattato qualcosa nella squadra, una reazione d’orgoglio che unita alle scelte di Mutti (non ha sbagliato niente, dalla formazione alla “lettura” della gara, complimenti) hanno generato la prima vittoria in campionato. Non abbiamo fatto niente di straordinario sia chiaro (cominciò bene anche Colomba, vincendo a La Spezia e poi…), però questo 3-2 ci dà una spinta incredibile: sappiamo che possiamo affrontare chiunque a testa alta, sappiamo che adesso gli arbitri “vedono” anche i rigori a nostro favore, sappiamo che con i risultati il pubblico si esalta e contribuisce a creare il clima positivo necessario attorno a squadra e società. Abbiamo scoperto poi un gioiello: Melchiorri. Qualcuno in realtà lo aveva scoperto già da un po’ (Valentini jr e Secco hanno avuto la lungimiranza e il coraggio di portarlo in B con due salti di categoria), mi ricorda un po’ quando Aggradi portò al Padova Vincenzo Iaquinta, andandolo a pescare nel Reggiolo, squadra dell’Interregionale. La differenza, nel suo caso, può farla l’ambizione e la voglia di dimostrare al mondo (calcistico) di essere stato abbandonato troppo presto. Ieri sera ha fatto un po’ discutere anche il ritorno di Marcello Cestaro in cabina speaker. Per qualcuno, un gesto inopportuno. Io credo invece che fosse necessario in qualche modo stemperare la tensione crescente tra tifosi e proprietà: Cestaro, che ricordiamo detiene ancora il 51 per cento (e ancora padrone di casa un po’ lo è), ha cercato di ricucire questo strappo, scaldando i tifosi con il suo rassicurante forsa ragassi. L’abbraccio finale con Penocchio dimostra che c’è unione di intenti, e nient’altro. 

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