Vecchio Padova e disinformazione. No assolutamente alla doppia squadra: se va avanti il progetto di Bergamin, Penocchio lasci

Vecchio Padova e disinformazione. No assolutamente alla doppia squadra: se va avanti il progetto di Bergamin, Penocchio lasci

Direttore di PadovaSport

Riguardo al futuro del Padova, si può essere d’accordo per una o per l’altra soluzione. Ma è inaccettabile leggere chi, avendo il compito di informare, infila una serie di castronerie una dietro l’altra venendo giorno dopo giorno smentito dai fatti. Tutto inizia il 15 luglio, dopo le 19. La Padova calcistica è letteralmente disperata. La squadra non si è iscritta. Si cominciano a ipotizzare gli scenari futuri. C’è chi esclude a priori l’ipotesi che il Calcio Padova 1910 possa continuare a vivere in serie D: definendo tale ipotesi come spazzatura, fantascienza, delirio. Tanto il regolamento non glielo permette, tanto ci sono i debiti sportivi da pagare e via con citazioni a caso di regolamenti, interviste pilotate ad avvocati neanche troppo neutrali. Noi, gli unici, abbiamo semplicemente posto l’attenzione su un rischio concreto: questa società, il Calcio Padova Spa (o Calcio Padova 1910), vista la particolarissima situazione, difficilmente fallirà. Preso atto di questo, quale potrebbe essere la soluzione migliore? Ecco come è nato il nostro piano, che abbiamo descritto nei minimi dettagli. Dall’altra parte veniamo invece attaccati con insulti o sbeffeggiati: ma senza argomentazioni, nemmeno le più semplici. La più articolata, si legge in un altro sito, è: il Padova ai padovani. Noi intanto continuamo a mettere in guardia sul rischio di trovarsi con due squadre, sull’inutilità di andare al muro contro muro e sull’opportunità, invece, di lavorare su un tavolo comune. La newco è senza squadra, senza campi, senza giovanili, senza nome e senza marchio, senza matricola Figc. Il Calcio Padova invece è ancora vivo: ma ha bisogno di “ripulirsi”, di ripianare le perdite. Lo stesso avvocato Chiacchio ammette che è scandalosa la non iscrizione in Lega Pro, “ci voleva pochissimo per iscrivere la squadra”, dice, rimpiangendo di non essere stato chiamato prima, quando si era ancora in tempo. Dall’altra parte di nuovo l’antifona, raffiche di informazioni fasulle, fonti anonime a sostegno di tesi strampalate. Si insiste sulla teoria che il vecchio Padova non ha alcuna possibilità di essere ammesso in serie D per via dei debiti (dovrebbe pagare, si legge da altre parti, 10 milioni sull’unghia, da altre si legge che dovrebbe pagarne 4, per via degli stipendi). Non è così. Per il semplice fatto che ad oggi chi può dire che il Padova ha debiti sportivi? Nessuna sentenza, nessuna vertenza, nessun contenzioso, niente di niente. E’ proprio su queste basi che il vecchio Padova ha coltivato la speranza di rinascere, questa è la risposta alla domanda che molti tifosi, disorientati, si sono fatti (ma perchè Penocchio e Valentini continuano ad insistere se davvero non hanno speranze?). La realtà dunque è ben diversa da quella tratteggiata da altre parti, e il rischio di avere due squadre è sempre stato concreto, fin da quel martedì nero. Rischio che sussiste tutt’ora: con la preferenza indicata dal sindaco Bitonci, ben difficilmente la serie D accoglierà due squadra rappresentanti Padova, ma ciò non toglie che il vecchio Padova possa fare un passo indietro e ripartire dall’Eccellenza. Questa la realtà, tutto il resto è un tentativo di disinformare (per incapacità? Per cavalcare l’onda emotiva? Per vantaggi personali? Boh…).

Doppia squadra. Il nostro piano avrebbe, tra le altre cose, scongiurato il rischio della doppia squadra. A questo punto con il nuovo Padova di Bergamin in pole position per la serie D e il vecchio Padova che potrebbe partire dall’Eccellenza quel rischio rimane alto. Vista l’impossibilità di unire gli sforzi, Penocchio abbandoni il progetto e non iscriva la squadra all’Eccellenza (qualora venisse respinta, come probabile, la richiesta di ammissione in D). Assisteremo alla tristissima diaspora dei giovani (e selezionati) talenti del nostro vivaio, ma ormai se questa è la strada, che sia almeno l‘unica.

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