Ascoli-Benevento, succede un po’ di tutto: arbitro infortunato, pareggio in extremis, lite in sala stampa e…

Non manca nessun ingrediente ad Ascoli-Benevento per restare un match… indimenticabile. Era annunciata come la partita della paura ed effettivamente in campo, già all’inizio si sono viste due squadre che stentavano a produrre gioco. Lo ha fatto per primo l’Ascoli che dovendo riscattare il 7-0 di Lecce ha chiuso la prima frazione sul 2-0; ma è evaporato nella ripresa, subendo la rimonta fino al 2-2 di un Benevento che ha chiuso in 9 uomini. «Vivarini non si tocca», ha detto il presidente Giuliano Tosti mentre all’esterno dello stadio c’era chi chiedeva la testa del tecnico. Poi l’affondo contro l’arbitro. Alludendo al contestato rigore del 2-2, Tosti ha aggiunto che «se avessimo avuto un arbitraggio più equo forse avremmo portato a casa i tre punti». E sembrava cosa fatta all’intervallo dopo le reti di testa di Ardemagni (20’) al rientro dopo tre mesi e di Ciciretti su punizione al 38’. Il Benevento ha cambiato marcia nella ripresa. Dopo una lunga sosta per l’infortunio all’arbitro Aureliano, i giallorossi hanno riaperto il match con Coda al 24’ e, in 10 per l’espulsione di Caldirola, hanno pareggiato al 45’ con Viola su rigore (contatto Laverone-Armenteros). Decisione contestata: in tribuna stampa lite tra Addae, che era squalificato, e un tifoso del Benevento. (Da La Gazzetta dello Sport)

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