Bari in bilico, una città in tensione: potrebbe essere la seconda squadra a capitolare (dopo il Cesena)

I sintomi sono sempre quelli: promesse puntualmente disattese, qualche personaggio dubbio che appare all’orizzonte per raccogliere un po’ di pubblicità gratuita, tante parole al vento e un enorme nulla di fatto. Il fallimento del Bari è ormai vicino, ieri l’ennesima tappa: un consiglio di amministrazione fiume, tenutosi a centinaia di chilometri di distanza, nello studio legale di Arturo Covella, componente del Cda, a Roma. Al centro di tutto, l’annosa questione dell’aumento di capitale: 4,6 milioni di euro necessari per far rientrare il Bari nella situazione finanziaria prevista dalla legge, e soprattutto per consentire alla società biancorossa di sopravvivere. A tarda sera le bocche erano tappate. Probabilmente, riferisce il Corriere del Mezzogiorno, per volontà di chi in quella riunione drammatica stava decidendo il futuro del Bari. Nella stessa società biancorossa i dirigenti erano con il fiato sospeso. E il socio di minoranza Gianluca Paparesta, che pur si era dichiarato pronto a ricapitalizzare, attendeva informazioni, delucidazioni, qualche segnale. Intanto i tifosi stanno passando ore drammatiche: «Abbiamo deciso di dire basta – recita una nota del gruppo Bulldog – forse qualcuno non ha ancora capito che qui si sta scherzando con la nostra passione. Ci dichiariamo anche pronti a scendere in piazza se sarà necessario per farvi sentire anche la voce di una città intera».Intanto però una cosa è stata comunicata. Il Bari disputerà le sue tre amichevole precampionato il 18, 21 e 27 luglio rispettivamente contro Ischia, Parma e Padova. I tifosi, per ora, pensano a tutt’altro. Ma il Bari potrebbe essere la seconda squadra (dopo il Cesena, prossimo al crac) a capitolare.

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