Centrocampista, modello, imprenditore giramondo: dal San Paolo Padova alla Cina, la storia di Shahriar

Nel febbraio 2009, a quasi 35 anni, Damiano Tommasi lascia i Queens Park Rangers, dopo pochi mesi in Inghilterra, per emigrare in Cina (Tianjin Teda, in Super League) e diventare il primo calciatore italiano a giocare nel Paese più popolato del mondo. La strada aperta da Tommasi è stata in seguito percorsa anche da grandi nomi del calcio italiano (Lippi, Diamanti, poi Gilardino, Pellè…), grazie ai budget dei club cinesi aumentati vertiginosamente negli anni successivi. Ma i denari orientali hanno attirato calciatori anche di livello inferiore, come Shahriar Esmaillou (’85) trevigiano di Mogliano, nato da mamma milanese e papà iraniano, tanti anni passati nelle categorie minori padovane (Conselve, Graticolato, San Paolo Padova, Piovese). Shahriar non solo ha colto l’opportunità al volo, ma ha saputo anche sfruttarla, facendosi apprezzare al punto da scendere in campo in Super League con stelle di caratura mondiale (nella foto, con il l’ex ct del Brasile Scolari e Correa): “Era una nuova esperienza, ed era anche una buona opportunità. All’inizio è normale essere un po’ preoccupati di cambiare tutto, ma poi mi sono trovato e ambientato benissimo – ci spiega – e mi sono sentito presto a casa”. Parla al passato perchè sta facendo le valigie. Pronto per trasferirsi in Svizzera: “In questi giorni mi sto allenando con il Gungzhou R&F – continua – ma presto mi sposterò in un club svizzero, devo ancora firmare il contratto e sono un po’ scaramantico, si tratta comunque di una buona squadra. Con me verrà anche un portiere che ha giocato in serie A fino a 2 anni fa”. Insomma, da onesto centrocampista del San Paolo Padova a giramondo conteso tra due Continenti, non male. Ma gli stipendi come sono? “In Cina ho giocato per il Guandong Football Club, il Ching Fu Football e il Club Hong Kong Rangers, tra serie B e Super League – ci racconta – anche per chi non è un top player come me, gli stipendi sono a livello di un’alta serie C italiana (tipo Padova, ndr)”. Più soldi e più… gloria: “Sicuramente avere come compagni di squadra oppure affrontare calciatori del calibro di Ernesto Gomez Sanchez (ex Real Madrid), Paulinho (ora al Barcellona), Diego Folgar (ex Villareal), Mauricio Correa, Paulo Cesar Silva o Jackson Martinez ti dà stimoli superiori rispetto alle categorie padovane a cui ero abituato prima di partire”. Ma la storia di Shahriar è resa ancora più suggestiva dal suo secondo lavoro: “Ho già fatto degli investimenti sia in Cina che in Italia per il mio futuro nell’ambito della moda e del food, collaboro con un grosso brand cinese che si chiama Miracle Kill, per il quale faccio da testimonial, come altri calciatori (Schelotto, ndr)”.
E pensare che voleva chiudere per sempre con il calcio dopo un brutto infortunio (“Vorrei fare un ringraziamento ai ragazzi della Miranese, a Mister Paolo D’Este e mister Paolo Trevisanto che mi hanno dato l’opportunità di allenarmi con loro dopo l’infortunio” dice), Shahriar invece, rischiando e ricominciando la vita in un Paese così lontano e diverso, è salito sul treno giusto, che gli ha spalancato le porte per nuove avventure e opportunità lavorative. Good Luck.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy