Padova, il retroscena di Cisco: il Sassuolo non era contento prima di martedì

Gli effetti del gol di Cisco in Padova-Pescara sono molteplici: sulla partita, visto che ha dato lo slancio alla squadra per cercare il pareggio e cambiare un copione che sembrava già scritto, sul prosieguo del campionato perchè una rimonta del genere è un’iniezione di fiducia, sul giocatore e sulla sua valorizzazione e infine sui rapporti tra Sassuolo e Padova. Perchè forse non tutti sanno che prima di martedì il club neroverde, proprietario da gennaio scorso del cartellino dell’attaccante di Altichiero, non era contentissimo dell’andamento del prestito al Padova. Che Cisco non partisse titolare era lecito aspettarselo, con attaccanti del calibro di Bonazzoli e Capello davanti a lui, non che venisse relegato a ultimissima scelta, spesso non convocato. La decisione del Sassuolo, quest’estate, di farlo maturare ancora una stagione a Padova era ragionata, l’obettivo non era certo quello di vederlo scaldare la tribuna. Bisoli però non è uno sprovveduto, anche la sua decisione di tenerlo ai margini aveva un certo fondamento: il giovane attaccante non aveva fin qui dimostrato quello spirito di sacrificio tanto caro all’allenatore biancoscudato, quel Fil rouge comune a tutti i suoi giocatori, che deve tenere unito il gruppo. Di certo c’è che, prima di martedì, si vociferava di un suo cambio di maglia a gennaio, con la prospettiva di un impiego in campo più continuo. Aldilà dei discorsi legati alla valorizzazione dell’attaccante (presenze e gol vengono monetizzate dal Padova), l’estro di Cisco è necessario a questa squadra, la sua sana spavalderia potrà risolvere altre situazioni difficili a partita in corsa. Il sinistro di martedì ha reso tutto più semplice…

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