Padova-Lecce, tifo in subbuglio: Aicb e Fattori contro squadra e società

Altro che sfida casalinga: Padova-Lecce (mercoledì alle 15) sarà peggio di una trasferta per i biancoscudati. Il picco di ostilità del pubblico verso i propri giocatori ha raggiunto l’apice in una stagione disastrosa sotto tutti i punti di vista. L’ultimo atto dopo Palermo-Padova, con il comunicato ufficiale che annuncia la multa e l’esclusione dalla squadra di tre giocatori. Se di Morganella sappiamo qualcosa (ovvero l’imbarazzante brindisi finale con i tifosi del Palermo, con tanto di tuta del Padova addosso…), ancora fumose sono le motivazioni della punizione riservata a Broh e Calvano. È invece molto chiaro il clima da resa dei conti in cui si trova lo spogliatoio, dove pare che più di qualcuno non si sopporti e non veda l’ora di cambiare maglia. A guidare la squadra un allenatore inerme, che ha provato a dare una sterzata finale senza riuscirci. “Abbiamo visto allenatori cambiati come carte da gioco, più per irritazioni personali e di budget che per una reale strategia” la stoccata nel comunicato della Tribuna Fattori, che per la prima volta tira in ballo anche la proprietà. Il dente avvelenato è però riservato soprattutto ai giocatori, in particolare a “Capello e Cappelletti, che hanno palesemente deriso, umiliato e offeso un intero popolo” (così si legge nella nota diffusa dagli ultras, che rimarranno fuori dallo stadio mercoledì). È emerso anche un episodio che ha visto protagonisti Marcandella, Capello, Mazzocco e Clemenza, beccati e allontanati in discoteca da alcuni ultras, dopo la partita interna con il Crotone. Anche l’Aicb ha verbalmente bastonato giocatori e staff in un comunicato diffuso in questi giorni parlando di “squadra indegna di questo nome” e di “una serie di interminabile di errori”, facendo anche riferimento a un presunto sgarbo riservato dal Presidente Roberto Bonetto a un tifoso del Padova che vive in California e che aveva chiesto una foto insieme. Insomma, malcontento che si somma a malcontento, tifosi indiavolati con giocatori in primis, ma anche con la società, sia per la gestione del caso “Capello-Cappelletti” che dell’andamento generale del campionato. La speranza di tutti a questo punto è che si metta in fretta la parola fine a questo calvario per ripartire. Sì, ma come? L’orizzonte oggi è denso di nuvoloni neri, spetterà alla proprietà cercare di diradarli.

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