Alessandria, che favola: vola in campionato e in Coppa Italia

Alessandria, che favola: vola in campionato e in Coppa Italia

Che impresa! La squadra di Gregucci elimina anche il Genoa e passa ai quarti (era dal 1984 che una squadra di terza serie non andava tanto avanti in questa competizione). Il Padova affronterà i piemontesi sabato 9 gennaio alle 15 nell’ultima del girone di andata

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L’Alessandria vola in campionato e in Coppa Italia, ecco l’articolo di gazzetta.it sull’impresa dei grigi a Marassi:
Pareva un sogno di mezza estate. Un sogno che ora ha delle sembianze sempre più nitide. L’Alessandria vola. Più in alto di tutti. Tra le otto più belle d’Italia, a una squadra della terza serie non succedeva dal 1984 (il Bari arrivò in semifinale). Corre forte la squadra di Gregucci. Talmente forte che a starle dietro non sono riuscite nemmeno Palermo e Genoa: colpite, affondate e disorientate.
L’UOMO DELLA PROVVIDENZA Ma il sogno dell’Alessandria è più reale che mai. E porta la firma indelebile di Angelo Gregucci. 29 anni dopo l’esperienza in città da giocatore, un cuore grigio come il cielo di Marassi nella nottata che lo ha incoronato. Lui, subentrato a ottobre a Beppe Scienza prima in punta di piedi, poi deciso nell’invertire la rotta. Un lavoro certosino, psicologico, che ha donato motivazioni e consapevolezza a una creatura ferita e che aveva smarrito i suoi punti di riferimento.
LA RIVINCITA DI MARRAS Ma è anche la vittoria di Manuel Marras. Genova è una città particolare. A volte ti abbandona, senza preavviso. Ma il destino è in grado di tracciare particolari ineffabili percorsi. Quel percorso che Marras avrà sognato mille volte, quando da ragazzino vestiva proprio la maglia del Grifone. Quel Grifone che gli ha negato il debutto e che ieri ne ha pagato le conseguenze. 1-0, Marras che torna al gol a quasi due mesi di distanza. I tifosi che a Genova impazziscono. Quelli grigi però.
I MIRACOLI DI VANNUCCHI L’Alessandria è una squadra vera, un gruppo prima di tutto. Dalle radici solide che ne esaltano le individualità. Ne è una dimostrazione il numero uno Gianmarco Vannucchi, scuola Pro Vercelli. Passato, in meno di dodici mesi dalla panchina scomoda del Renate ai miracoli a ripetizione di Genova. Nel mezzo la costanza e un’opportunità sfruttata alla perfezione dopo l’infortunio di Nordi. A volte il treno passa, e l’unica soluzione è quella di gettarsi dentro guardando il presente. Un presente che recita sette vittorie e un pareggio in otto partite, con solo sei gol al passivo.
BOCALON, L’UOMO DELLE IMPRESE Primi in classifica, imbattuti dal 31 ottobre, un organico coperto in ogni reparto e in grado di calare l’asso in ogni momento. La macchina grigia funziona alla perfezione. Anche nei momenti più neri. Come quello affrontato ieri dopo il pari all’ultimo secondo di Pavoletti e in dieci per l’infortunio di Manfrin. Nell’istante peggiore Gregucci ha calato la carta Riccardo Bocalon, non nuovo a gol pesantissimi. Al resto ci ha pensato il giocatore cresciuto nel Treviso e allenatosi all’Inter con Destro e Balotelli, riscrivendo la storia. Diventando un eroe come a Portogruaro, quando segnò la rete della promozione. C’è chi è sempre al momento giusto nei momenti più importanti.
Reti pesanti, come quelle di Nicco, Fischnaller e Mezavilla (assente al Ferraris). O come i miracoli difensivi di Sosa e Sirri. Sono loro i protagonisti della favola grigia. Una favola che sembra interminabile e che ieri ha vissuto l’epilogo al Ferraris, prima del ritorno al Moccagatta. Un fortino unico, pronto nella notte dell’impresa a riabbracciare i suoi eroi e portarli in trionfo. Alessandria ha un cuore pulsante che vuole continuare a stupire e incantare. In Coppa Italia e con un obiettivo chiamato serie B.
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