Bassano, Rosso: “Sarà uno stadio-boutique”. Ma ci sono già gli oppositori

Bassano, Rosso: “Sarà uno stadio-boutique”. Ma ci sono già gli oppositori

Contro il rifacimento del vecchio velodromo Mercante si sono schierati i ciclisti, capitanati dalla padovana Ilenia Lazzaro

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Il presidente del Bassano Stefano Rosso, presentando il progetto del nuovo stadio (si chiamerà Diesel Stadium, con il richiamo all’azienda di famiglia) ha ribadito che si metterà mano al glorioso Rino Mercante, dopo aver “rifiutato categoricamente l’opzione di una struttura ex novo in un altro sito”. Rosso ha spiegato di non accettare di sottrarre aree verdi da destinare a nuove cubature. Ma la scelta di stravolgere il vecchio velodromo sta incontrando già le prime resistenze. Il progetto (subito benedetto dal sindaco Riccardo Poletto) va detto che è ancora in fase embrionale (qui sotto il rendering) 
Si dovranno attendere tre mesi per il primo studio di fattibilità a cui stanno lavorando il team di B-Futura e un architetto con base a Londra e un passato da ultrà della Lanerossi Vicenza, Cristiano Cestari, che ha abbozzato le curve, una copertura d’ispirazione palladiana con travature che ricordano la trama del Ponte degli Alpini, i negozi tutt’intorno. “Penso a uno stadio boutique – ha immaginato Stefano Rosso – che possa essere un centro di attrazione per la città e possa vivere tutta la settimana, non solo il giorno della partita». Tornando agli oppositori, come dicevamo, c’è una giornalista (e ciclista) padovana particolarmente agguerrita. Ilenia Lazzaro, come si legge sul Corriere di Vicenza – ha già dichiarato battaglia a suon di petizioni e pagine Facebook perché il Diesel Stadium cancellerebbe il velodromo che cinge il campo (dal 2020 la Lega Pro non ammetterà più la convivenza), una pista dove nell’ultimo secolo si sono dati battaglia grandi ciclisti e che nel 1985 ha pure ospitato i campionati del mondo. Oppure l’ex capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale Luciano Todaro, che invita a guardare altrove, a cominciare dall’area industriale dismessa dell’ex Elba, nella zona ovest della città. In meno di 24 ore, insomma, la strada si è già fatta in salita. I precedenti, d’altra parte, insegnano e non serve scendere fino a Roma: da Venezia, dove si vorrebbe fare uno stadio con copertura in vetro di Murano, a Padova, dove si litiga saltellando tra l’Euganeo e il Plebiscito (vedi ultima puntata della telenovela con le dichiarazioni di Diego Bonavina).

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