Caos San Paolo, Barbin si dimette

Caos San Paolo, Barbin si dimette

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Lo strappo della squadra un primo suo effetto l’ha sortito. Al San Paolo, dopo il comunicato dei giocatori, che stanchi di una situazione d’incertezza che perdura ormai da mesi hanno voluto dire la loro, la situazione sta precipitando. «Da questo momento io non sono più il team manager della prima squadra», annuncia Fabio Barbin, che è anche l’intermediario tra l’Italia e la nuova proprietà olandese. «Quello della squadra è un gesto che offende l’impegno e le parole spesi finora da seri professionisti. Siamo stati presi in giro sui giornali, abbiamo convissuto con una società nella quale qualcuno ci ha remato contro, abbiamo visto giocatori parlare a destra e a manca. Per quel che mi riguarda, lascio l’incarico di team manager e da oggi in poi mi impegnerò solo per portare qui la nuova cordata olandese. I giocatori hanno ritenuto opportuno andare a fare pubblicamente le loro rimostranze: non entro nel merito della questione, ma penso che gesti come questo potrebbero tramutarsi in un boomerang». Dall’Olanda, nel mentre, tutto tace: «Non li ho avvisati (il professor Dirk e soci ndr)di ciò che è accaduto», conclude Barbin. «Se l’avessi fatto probabilmente in dieci minuti ci avrebbero dato il benservito. Da questo momento in poi al campo di allenamento non mi vedranno più: quando la società olandese si sarà insediata, ritornerò al centro sportivo ma stavolta in veste di rappresentante della proprietà. E allora il decalogo da seguire sarà ben diverso». Da parte sua, l’attuale proprietà si astiene dall’entrare nel merito: «Prendiamo atto del gesto della squadra e delle dimissioni di Barbin», il commento telegrafico del direttore generale Lorenzo Cresta. Adesso bisogna però proseguire la stagione sperando nella salvezza. In che modo, non è dato ancora saperlo: «Ho già vissuto situazioni simili quando ero giocatore», le parole dell’allenatore, Vito Antonelli, «Da parte mia devo star vicino alla squadra, massima disponibilità a capire le loro difficoltà. Ho letto il comunicato, ritengo abbiano utilizzato toni civili: hanno voluto dare un segnale, manifestare la loro situazione di difficoltà, e da un certo punto di vista li capisco».

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