Il day-after a Mogliano: “Vittoria che vale la storia”

Il day-after a Mogliano: “Vittoria che vale la storia”

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Il day after l’impresa con i Biancoscudati Padova, in casa Union Pro c’è la consapevolezza di aver scritto una pagina memorabile nella storia della società. Un successo paragonabile alla vittoria di Noale nel 2013, anche quella in inferiorità numerica per più di un’ora e decisa da una punizione dello specialista Franceschinis. Ad innescare la rimonta che ha mandato al tappeto l’ex capolista, ci ha pensato Gabriele Comin con un colpo da biliardo valso il momentaneo pareggio: quinto gol stagionale per lui, 193 ufficiali in carriera. «Questa vittoria può avere mille significati, molto dipenderà dalla partita successiva», sostiene il bomber veneziano, «Di sicuro è uno stimolo in più per continuare e un’iniezione di fiducia, che già avevamo ritrovato negli ultimi due mesi in cui abbiamo vinto spesso. Siamo stati bravi a reagire all’iniziale svantaggio e poi all’espulsione di Trevisiol: in questi casi c’è il rischio di abbattersi, invece abbiamo corso di più per mascherare l’inferiorità numerica. I tifosi di Mogliano e Preganziol hanno risposto bene all’evento». Vietato parlare di quinto posto? «Ad oggi siamo più vicini ai playoff rispetto ai playout, ma vorrei stare con i piedi per terra. L’obiettivo principale è la salvezza senza i playout, per la quale dovrebbero bastare 40 punti: se li raggiungessimo in anticipo, allora proveremmo a scalare la classifica». Come avete festeggiato? «In spogliatoio c’è stato grande entusiasmo con tanto di cori. Lunedì mattina penso che ognuno di noi si sia svegliato con l’adrenalina ancora in corpo. Sono molto contento e orgoglioso insiemi ai miei compagni: spero di togliermi soddisfazioni personali e di squadra, visto che anche i nostri giovani stanno facendo bene in ottica futura». Dopo il 2-1 di Igor Furlan (migliore in campo) ad arrotondare il punteggio è arrivato il sigillo di Stefano Casarotto. Per il trequartista classe 1996 (l’altro ieri il più giovane insieme a Serena) è già la terza rete in campionato: gli chiediamo se può essere la stagione della sua consacrazione. «Avevo iniziato con un po’ di panchina, ma poi ho ricominciato a giocare e sono in crescita: spero di continuare così. Anche il gol di Belluno è stato decisivo per la vittoria, ma segnare al Padova è tutt’altra cosa. Questa impresa vuole dire che in Serie D possiamo starci». Ed ora il Giorgione vi aspetta a Castelfranco: «Cercheremo il riscatto dopo lo sfortunato derby di andata, quando loro pareggiarono in extremis su rigore».

Così invece l’allenatore Feltrin: «Abbiamo fatto un’impresa e la soddisfazione è tanta: chi avrebbe pronosticato un nostro successo? Hanno chiamato tanti amici per farmi i complimenti. Ma abbiamo vinto solo una battaglia e domenica prossima ne avremo un’altra. A noi interessa vincere la guerra, che per la Pro è la salvezza». Padova favoritissimo, budget e organico di altra levatura, eppure gli avete fatto tre gol e l’avete sconfitto. Dopo Belluno, è il secondo scalpo eccellente: Pro ammazzagrandi? «Obiettivi e valori sono diversi, ma talvolta orgoglio, compattezza e gruppo fanno la differenza. Il Biancoscudati merita di salire di categoria e penso ci riuscirà. Malgrado abbia perso la vetta, ha qualcosa in più dell’Altovicentino».

 

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