Il San Paolo coltiva talenti per il Milan

Il San Paolo coltiva talenti per il Milan

Il San Paolo Padova diventa il canale ufficiale di scouting del Milan, affiancandosi a pochissime altre realtà sparse per l’Italia. La società di via Canestrini, infatti, diventerà “Centro Tecnico” della società rossonera: ciò significa che nelle 20 squadre giovanili gialloblù verranno inseriti gli elementi dagli 8 ai 14 anni – da regolamento non tesserabili – che a Milano ritengono di dover tenere d’occhio, facendoli crescere umanamente e calcisticamente, prima che qualcuno di loro magari prenda la via del professionismo. Ogni settimana il San Paolo potrà misurarsi e confrontarsi con gli allenatori che giungeranno da Milano, mentre un osservatore di zona seguirà il percorso dei giovani atleti. «Una notizia straordinaria per tutto il movimento sportivo cittadino», ha sottolineato l’assessore allo Sport, Umberto Zampieri, intervenuto ieri mattina in Comune alla presentazione del progetto. Accompagnato dal vice-presidente Favero e dal responsabile del settore giovanile Calderaro, il presidente del San Paolo, Paolo Rebellato, ha espresso così la propria soddisfazione: «Sono orgoglioso di questa possibilità», ha ammesso. «La partnership con il Milan sarà un punto di partenza per la nostra società». L’accordo, a conti fatti, permetterà al San Paolo, con l’inserimento di giovani talenti nelle proprie formazioni, di elevare il tasso tecnico. Il tutto con un occhio sempre vigile ai valori etici e umani, che, dagli 8 ai 14 anni, devono essere parte integrante del percorso calcistico degli atleti. «Il Veneto è da sempre culla di talenti», ha spiegato Angelo Carbone, coordinatore tecnico del Milan e già campione d’Europa e del mondo con la maglia rossonera. «Il San Paolo diventa uno dei nostri punti di riferimento (meno di una decina in Italia, ndr) facendosi valere nel Triveneto come vivaio di prim’ordine». L’intesa, valida sino a giugno 2014, porterà anche nel Padovano il vento di novità che negli ultimi anni sta soffiando sul calcio italiano: «In molti hanno corretto il tiro», ha concluso Carbone. «La crisi economica si è fatta sentire anche nel calcio, deviando gli investimenti delle società da giocatori esteri già formati, come avveniva in passato, ai vivai e alle giovani promesse italiane. Il calcio di casa nostra sta cambiando, e l’avvento di una Nazionale Under 21 ricca di grandi giocatori come da tempo non se ne vedevano è la riprova più evidente».

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