L’Este sulle orme di Garibaldi

L’Este sulle orme di Garibaldi

Lunghissima trasferta a Trapani per i giallorossi nel primo turno di Tim Cup.

Rischia di trasformarsi in un onere, più che in un onore, la partecipazione dell’Este alla Tim Cup.

Invitati assieme ad altre 8 squadre di serie D alla Coppa Italia dei professionisti, i giallorossi sono stati abbinati nel sorteggio svoltosi stamani al Trapani, formazione di Prima Divisione sul cui terreno verrà disputato il primo turno della manifestazione, in programma domenica 5 agosto.

Dopo la precedente apparizione nella competizione (due anni fa, sconfitta per 5-1 a Benevento, nda) e l’inserimento, nella scorsa stagione, in un girone di campionato zeppo di squadre toscane, i giallorossi si troveranno nuovamente a dover affrontare una lunghissima trasferta (le due città sono separate da quasi 1200 chilometri!) con relativi costi che solo in parte verranno compensati dalla quota biglietti spettante alla società ospite.

Nonostante il “Provinciale” possa contenere quasi 7000 spettatori, infatti, è probabile che la dirigenza siciliana adotti una politica di prezzi ridotti per favorire l’afflusso dei tifosi alla prima casalinga di un undici che lo scorso anno ha fallito di un soffio il salto in B, beffato dal Lanciano a pochi minuti dal termine della finale playoff.

Per la società atestina, dunque, un impegno economico non da poco, specie in tempi di vacche magre come queste, e la conferma di come – a fronte di tanti proclami sul contenimento dei costi – siano poi le istituzioni sportive che dovrebbero promuovere questa sobrietà le prime a tradirla, con decisioni di questo tipo.

La squadra, nel frattempo è partita oggi per il ritiro, che ancora una volta si svolgerà a Tambre d’Alpago. Agli ordini del confermato mister Zattarin, ci sono pochi superstiti dello scorso anno (Meneghello, Aliberti, South, Mario, Turetta, Michelotto, Gusella, Sottovia e Aliu), molte facce nuove (i giovani portieri Zilio e Baldan, i difensori Sguotti, Zompa e Bilato, i centrocampisti Berno, Tessari, Raffaelli e Baido, la punta Brotto) e un paio di importanti volti noti (Thomassen, ex Padova, e Domenico Di Fusco, terzino che torna all’ombra degli Euganei a due anni di distanza).

Per completare il quadro manca ancora un attaccante, ruolo per il quale il ds Tognon punta ad un elemento di valore da pescare tra i numerosi svincolati da squadre di Lega Pro: molti indizi sembrano portare ad un altro cavallo di ritorno, quel Filippo Fabbro “esploso” 3 anni fa proprio in maglia giallorossa con 30 reti e ora appiedato dal fallimento della Spal.

Ha ricominciato a sudare in questi giorni anche il San Paolo Padova, che – confermato in panchina mister Fonti – ha operato a livello di rosa la consueta “rivoluzione verde”. Moltissimi gli addii tra le fila gialloblù, alcuni dei quali eccellenti (Lucchini, Volpato, Lestani, Rosiglioni, Zanon, Bovo, Formentin, Michelotto); il posto dei partenti verrà preso da una nidiata di giovani promesse provenienti dal settore giovanile, cui verranno affiancati alcuni elementi più esperti quali il portiere Vianello, i difensori Furlanetto e Pitteri, i mediani Franceschini e Cavallini e i bomber Viola e Correzzola, con l’eterno capitan Arcaba e il confermato Mazzeo a far da chioccia ai più giovani.

Anche per i san paolini l’obiettivo resta quello della partecipazione ai playoff, anche se molto dipenderà dai gironi in cui le nostre rappresentative saranno inserite.

Molto stuzzicante anche l’idea che la società di via Canestrini sta portando avanti per poter designare come terreno di gioco il mitico “Appiani”, recentemente riscoperto anche dal Padova con alcune partecipatissime amichevoli. L’agibilità dell’impianto di via Carducci resta però subordinata ad alcuni lavori di manutenzione il cui costo deve ancora essere stimato, perciò per il momento la “casa” del San Paolo rimarrà il “Plebiscito”, impianto freddo, poco funzionale e dal manto erboso pessimo, soprattutto nei mesi invernali.

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