Luparense, Cunico: “Ecco come ho battuto la capolista”

Luparense, Cunico: “Ecco come ho battuto la capolista”

Il tecnico svela il segreto della vittoria contro il miracoloso Campodarsego

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Fino a domenica scorsa nessuno in questo campionato aveva espugnato lo stadio di Campodarsego. A riuscirci per prima è stata la Luparense di Enrico Cunico. Una vera impresa, e un successo che permette al Venezia di tornare in vetta alla classifica a una settimana dallo scontro diretto proprio con i biancorossi. Ed è lo stesso tecnico vicentino, ex del Venezia, a spiegare come ha fatto ad abbattere la capolista sul suo terreno. «Sapevamo di dover giocare su un campo piccolo, e che loro ultimamente passavano dal 4-3-3 al 4-4-2 nel corso della partita. Se avessi giocato con il 4-3-3 la mia squadra avrebbe sofferto in mediana. Il Campodarsego si è schierato con il 4-3-3, e allora noi abbiamo giocato con il 3-5-2 con due punte e Giglio ad agire da trequartista per mescolare le carte. Così avrei avuto meno attività in mezzo al campo e più incisività davanti. Quando loro si sono visti aggrediti hanno puntato sul lancio lungo, e noi li abbiamo arginati bene con la fisicità della difesa, evitando di subirli nel gioco aereo e di trovarci nell’uno contro uno specie su Kabine e Radrezza. Il tutto ci ha portati a giocare in contropiede, e i nostri tre gol sono nati tutti in questo modo, con i centrali del Campodarsego in difficoltà su palloni tagliati e profondi. In settimana avevo lavorato molto sulle palle inattive, ma per vari infortuni avevo la rosa ridotta all’osso, e dovevo fare di necessità virtù». Ma Cunico ci tiene a sottolineare i meriti della Luparense. «In svantaggio all’inizio siamo poi stati bravi a recuperare, e sul 3-1 abbiamo anche avuto tre occasioni in contropiede per fare la quarta rete. Obiettivamente è stata una vittoria meritata e netta. In casa sua il Campodarsego si può attaccare con la profondità e non sugli spazi del campo, viste le dimensioni ristrette». Dopo aver stoppato il Venezia il mese scorso, Cunico aveva promesso massimo impegno a Campodarsego, ed è stato di parola. «Sono vicentino e non tifo per nessun altro, ma ho sicuramente un bel ricordo dei tempi passati in laguna, e quindi per forza il Venezia non lo posso scordare». Poi guarda alla sfida al vertice di domenica. «Sulla carta il Venezia arriva più carico mentalmente. Il fatto di essere davanti e raggiunti è ben peggiore. L’ho provato con il Pordenone sulla mia pelle. Ma il Venezia sarà avvantaggiato anche dal campo più grande e dalla grande esperienza dei suoi giocatori. Il Campodarsego ha 3-4 uomini pericolosi davanti, ma pure il Venezia. C’è da capire come terranno le due linee di difesa. Mi aspetto un Campodarsego più attendista, e il Venezia a fare la partita. Ma non sarà un match decisivo. La situazione è ancora aperta. Sarà promosso chi ne avrà di più da qui all’8 maggio». (Da La Nuova Venezia)

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