Pronosticata sconfitta a Piacenza per l’Atletico San Paolo: Longhi sempre più in bilico

Pronosticata sconfitta a Piacenza per l’Atletico San Paolo: Longhi sempre più in bilico

Tutto secondo pronostico: nell’anticipo tv del sabato pomeriggio, l’Atletico San Paolo non riesce ad uscire imbattuto dal Garilli di Piacenza, dove i padroni di casa si sono meritatamente imposti sulla truppa di mister Damiano Longhi per 3 a 1. I gialloblù rimangono dunque inchiodati sul fondo della classifica, in ultima posizione, con soli due punti all’attivo, in coabitazione con Formigine ed Imolese, impegnate domani pomeriggio tra le mura amiche rispettivamente contro Este e Scandicci. Troppo ampio si è rivelato per i sanpaolini il divario tecnico che li separava dal Piacenza, avversario di giornata, nobile decaduta allestita per centrare la promozione in Lega Pro ed alla ricerca di punti preziosi per riavvicinarsi alla vetta della classifica dopo lo sgambetto subìto la scorsa settimana sul campo della Fortis Juventus.

Come da previsioni, il San Paolo scende in campo con atteggiamento prudente ed attendista (com’è inevitabile che fosse, date le premesse), cercando di pungere in contropiede, cosa che accade puntualmente al 17′: dopo aver rischiato grosso in avvio di gara con una ghiotta occasione sciupata da Marrazzo, infatti, gli uomini di Longhi riescono a prendere le misure agli avversari, riuscendo ad arginarne efficacemente le offensive, ed addirittura a trovare il gol del vantaggio al minuto sopracitato con Gusella, che a porta sguarnita non può che insaccare senza difficoltà l’ottimo assist di Sambugaro, protagonista di un’efficace percussione sulla destra. Il Piacenza, però, non è squadra da farsi scoraggiare e torna prontamente a riprendere in mano il pallino del gioco per cercare il gol del pareggio, che, dopo vari tentativi, arriva al 37′ grazie ad un’invenzione di Marrazzo, abile a stoppare di petto un servizio di Volpe e, spalle alla porta, ad angolare sul secondo palo una pregevole girata che non lascia scampo a Rosiglioni. In apertura di ripresa, poi, le iniziative piacentine si rivelano sin da subito più tambureggianti ed organizzate rispetto a quelle prodotte nel primo tempo e provocano l’ingenua espulsione per doppia ammonizione del giovane Fornasier al 47′, che si rivelerà la vera chiave di volta del match. In inferiorità numerica, infatti, i gialloblù non riescono ad organizzare trame di gioco degne di tal nome e si espongono pericolosamente alle manovre offensive della squadra di casa, che al 53′ trova il gol del vantaggio ancora con Marrazzo, lesto a concludere nel migliore dei modi una ripartenza imbastita da Minasola prima e da Lisi poi, sull’unico sbilanciamento della gara concesso dalla difesa sanpaolina. Il vantaggio ottenuto, però, non cambia lo sviluppo del match: è sempre il Piacenza ad insistere dalle parti di un Rosiglioni provvidenziale su una conclusione da distanza ravvicinata di Minasola al 56′ e fortunato al 61′, quando il palo alla sua sinistra respinge una pericolosa conclusione di Volpe da limite dell’area. Ma il terzo gol non tarderà ad arrivare, premiando gli sforzi di un Piacenza padrone del campo, il cui portiere, Ferrari, è rimasto inoperoso lungo tutto l’arco della seconda frazione: a otto minuti dal termine infatti, il direttore di gara (Pasciuta della sezione di Agrigento) ordina un calcio di rigore (assai generoso, ad onor di cronaca) in favore degli uomini di Monaco per un contatto in area gialloblù tra Caco e Zanardo, trasformato con freddezza dal solito Marrazzo, che angola con precisione alla destra di Rosiglioni, siglando così la sua personale tripletta di giornata.

Nulla da fare dunque per i ragazzi di Longhi, che commenta amaro a fine gara: “Oggi non dovevamo commettere errori, lo sapevamo. Ed infatti, quando abbiamo sbagliato, loro ci hanno punito. Abbiamo subìto il secondo gol a seguito di un errato disimpegno in fase di uscita, con l’espulsione che aveva già complicato le cose. Questi sono stati i nostri errori. La differenza tra il primo tempo (che è stato equilibrato) ed il secondo è stata di natura mentale. Il Piacenza nella seconda metà di gara ha meritato di vincere, andando a sfruttare gli spazi creati, ma il terzo gol si commenta da solo. Il rigore era inesistente, i regali, di solito, si fanno a Natale. Per non parlare delle ammonizioni: noi è stata ammonita mezza squadra, a loro un solo giocatore. Ci dev’essere equità nell’utilizzo dei cartellini, senza badare alla posizione in classifica delle squadre. Che questa sconfitta ci serva di lezione e sia motivo per uscire da questa situazione al più presto”. Una situazione che, ora come ora, si fa sempre più cupa, classifica canta. Sinora la società, nelle persone del presidente Tramonti e del d.g. Cresta, ha sempre confermato con parole di fiducia mister Damiano Longhi (che comunque, ad onor del vero, si trova a lavorare con un gruppo carente dal punto di vista tecnico e acerbo da quello dell’esperienza complessiva) e difeso il suo operato. Staremo a vedere se ciò accadrà anche questa settimana, consci però che lo scontro-salvezza interno in programma la prossima settimana all’Euganeo contro il Jolly Montemurlo potrebbe seriamente rappresentare l’ultima chance di conferma per l’ex capitano del Calcio Padova.

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